SPUNTANO PAROLE DALL’ATTEGGIAMENTO INTIMIDATORIO VERSO LA FAMIGLIA DI SANTO ROMANO
Una frase in un post sui social ha riacceso il dolore nei familiari di Santo Romano, il giovane ucciso per una scarpa sporcata, che ha un sapore del tuto intimidatorio. L’assassino detenuto nel carcere minorile di Airola su alcuni profili TikTok riferibili al ragazzo o a suoi sostenitori è stata espressa questa frase agghiacciante: “I vostri nomi sono sulle pallottole della mia pistola”.
Una frase che non è passata inosservata alla famiglia Santo Romano che tramite il suo legale, l’avvocato Marco De Scisciolo, hanno presentato una nuova denuncia all’autorità giudiziaria. “Sono episodi di inaudita gravità – afferma il legale – e ancora una volta la nostra unica risposta possibile è quella di rivolgerci alla giustizia.”
Già vi era stata un inchiesta per i post sui social che avevano portato al controllo della sua cella rinvenendo due cellulari, uno nel carcere minorile di Airola, l’altro nel penitenziario romano di Casal del Marmo, e un taglierino artigianale. Quando è stato ascoltato dal magistrato il ragazzo ha ammesso che con i cellulari avrebbe solo telefonato ad amici e familiari e pubblicato qualche foto, come quella con il suo compagno di cella originario di Catania, e azzerando all’uso del coltello come lametta per la barba. E’ inconcepibile che arrivano minacce di morte dal luogo detenzione e ciò risuona ancora una volta come una sconfitta della giustizia che dovrebbe ora aprire le porte alla pena esemplare come l’ergastolo per essere da esempio a questa escalation di violenza giovanile, inaudita e atroce. Possibile mai che non ci sia un percorso di educazione civica e sociale che possa mettere tutti nelle condizioni di mutare il proprio sguardo e sulla possibilità di recupero. Maggiore incisività delle pene risulta essere il buco nero della Giustizia.

