SMARRIRSI TRA GLI STILI? SEGUI LE VIE ORIGINALI (meglio se a piedi nudi e con la mente aperta)

SMARRIRSI TRA GLI STILI? SEGUI LE VIE ORIGINALI (meglio se a piedi nudi e con la mente aperta)

Se sei arrivat* fin qui… 

…allora probabilmente hai già intuito che qualcosa, lungo la strada, dev’essersi un po’ perso.

Lo yoga, quello con la “Y” maiuscola, nel suo lungo viaggio attraverso continenti, secoli e palestre con vista parcheggio, si è trasformato: da sentiero verso la liberazione a stretching avanzato con sottofondo chill, da disciplina spirituale a contenuto da reels da 15 secondi. 

Il Viaggiatore Silenzioso, che hai seguito tra foreste, eremi e villaggi sul mare, ti chiede ora solo una cosa: ascolta con attenzione perché ciò che sta per raccontarti riguarda le vie principali dello yoga, quelle autentiche, radicate nei testi e nella tradizione, ben prima che arrivassero le calze aderenti e le playlist su Spotify.

Queste vie non si trovano nei manuali di yoga fusion o power-vinyasa-tantra-cardio, ma nei testi antichi e nelle parole di chi, davvero, cercava sé stesso.

Forse, solo forse, anche tu stai cercando qualcosa di simile.

Prima che ti perdi tra stili dai nomi esotici e posizioni sempre più acrobatiche il Viaggiatore sente il dovere di dirti la verità.

Lo Yoga, quello autentico, si muove lungo quattro vie principali, sei pront* a conoscerle?

Potresti rimanere delus* scoprendo che queste vie di realizzazione, che hanno le loro origini nei testi più antichi della religione e della filosofia indiana, non parlano assolutamente di Yoga come panacea per i dolori lombari, come disciplina regina dello stretching o del contorsionismo da Instagram.

Sono concetti profondi, sentieri difficili da percorrere, richiedono impegno, costanza e tanta volontà ma è qui che si trova la vera trasformazione dell’individuo non certo stando in equilibrio sulle mani.

Dunque, sei pront* ad accogliere questi insegnamenti? Hai la mente libera e il cuore aperto? Bene facciamo ordine. 

Lo yoga tradizionale non è nato in una palestra col parquet e nemmeno tra le colonne dei social-media. 

Nasce in India, secoli fa, con una sola grande ambizione, conoscere la natura profonda dell’essere umano e trovare la libertà.

Per farlo, i saggi dell’antichità non si sono messi a litigare su quale fosse la posizione migliore per il selfie del giorno… hanno individuato quattro grandi vie, quattro percorsi, ognuno con un carattere ben preciso, per adattarsi ai diversi temperamenti delle persone.

C’è il Jnana Yoga lo yoga della conoscenza, per quelli che non smettono mai di farsi domande, gli investigatori dell’anima, gli Sherlock Holmes dello spirito. Il Bhakti Yoga lo yoga della devozione, per chi sente che l’amore è la chiave, che sia per una divinità, per la vita o per il vicino di casa (purché non troppo rumoroso). Questo è Karma Yoga lo yoga dell’azione disinteressata, per chi è felice nel fare, nel servire, nel contribuire senza aspettarsi un applauso o un follower in più. E…Raja Yoga lo yoga della mente e della meditazione, per i contemplativi, quelli che quando tutto si agita… respirano e osservano e magari, nel silenzio, capiscono tutto.

Lo yoga, quello vero, quello che non si srotola solo sul tappetino ma nella vita, prende forma attraverso queste quattro vie principali, non stili, non brand, non franchising Vie.

Hai resistito fin qui, e te ne va dato atto. 

Ora il Viaggiatore vuole dirti una cosa importante.

E no, non sono in competizione tra loro, non si tratta di “fare il Bhakti Yoga livello intermedio con sbarra” o “Karma Yoga al tramonto con DJ set”. 

Sono approcci diversi, ma tutti puntano a una sola cosa… conoscerti davvero.

Magari sei uno che ama pensare, ragionare, scomporre la realtà per vedere cosa c’è sotto allora la via della conoscenza è la tua, ti puoi buttare nelle Upanishad o nei testi di Shankaracharya… ma anche nella tua testa, quando smetti di credere a tutte le storie che ti racconti.

Forse ami far tutto col cuore? Ti commuovi davanti al mare e quando senti cantare un mantra ti emozioni più che in un concerto? Bhakti è già con te, puoi coltivarla anche in silenzio, non serve fare coreografie con i fiori.

Se invece sei un individuo pratico, che ama fare, dare una mano, costruire e servire… ma senza aspettarsi like o medaglie, la via dell’azione è la tua.

Anche lavare i piatti può essere yoga, se lo fai senza aspettarti gratitudine (spoiler, spesso non arriva).

Se infine ami il silenzio, la disciplina, la mente concentrata e il respiro che guida… allora c’è la via della meditazione, quella del raccoglimento interiore, non serve fare la verticale su un dito, ma forse imparare a stare seduto senza impazzire sì.

Quindi non serve vivere in un ashram sull’Himalaya per iniziare.

Le vie dello yoga si possono percorrere anche mentre vivi una vita apparentemente “normale” sì, anche con il mutuo, le bollette e la cena da cucinare.

Può essere il modo in cui ascolti davvero chi hai davanti, il modo in cui ringrazi prima di mangiare, o come ti commuovi guardando il cielo al tramonto, senza doverlo postare.

Può nascere ogni volta che ti chiedi: “Ma quello che penso… è davvero vero?” Ogni volta che scegli di osservare prima di reagire, anche solo in fila alle Poste.

Quando fai qualcosa di utile solo perché è giusto, non perché ci sarà una ricompensa.

Scegliere di spegnere il telefono per dieci minuti e ascoltare il respiro, sederti in silenzio, lasciare che la mente si calmi, un pensiero alla volta.

Piccole cose, ma che cambiano tutto se fatte con intenzione, è qui che le vie diventano vive.

Gli stili moderni possono essere veicoli utili, certo, un buon vinyasa può darti la forza per affrontare la giornata, una lezione di acro yoga può insegnarti fiducia e gioco ma occhio a non confondere il veicolo con la destinazione.

Lo yoga non è diventare flessibile, non è smettere di mangiare glutine e nemmeno saper pronunciare correttamente “chakrasana”.

Lo yoga è una via, sta a te scegliere se iniziare a percorrerla… o continuare a girare in tondo in un parcheggio pieno di corsi “total relax & detox”.

Il Viaggiatore non ti dirà quale via scegliere, solo tu puoi farlo, ma ora sai dove guardare.

Perché se è vero che oggi lo yoga è dappertutto, tra i leggings lucidi e le pose da circo su Instagram, è altrettanto vero che la Via, quella vera, non fa rumore, cammina con te, nella tua giornata.

E chissà… magari inizia proprio quando spegni il telefono e ti ascolti.

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Michelangelo Stegani

Michelangelo Stegani

Il viaggiatore silenzioso Una rubrica semiseria di yoga, vita e altre pieghe dell’anima. In un mondo dove anche il silenzio ha bisogno di una buona connessione Wi-Fi, c’è ancora chi cammina piano, ascolta tanto e parla poco. Il viaggiatore silenzioso non insegna, non predica, non vende l’illuminazione in comode rate mensili. Osserva, respira… e ogni tanto racconta. Questa rubrica è il suo diario aperto: una raccolta di riflessioni, scoperte e sorrisi su come lo yoga (e la vita) abbiano bisogno di meno rigidità e più presenza. Una rubrica per chi cerca profondità senza pesantezza, per chi si è chiesto almeno una volta: “Ma io, in mezzo a tutto questo stretching… dove sono finito?” Benvenuti tra le pieghe di una ricerca leggera. miki6975@hotmail.com Cell 3389771638