MIMMO LOFFREDO E LUCA SPIGNESE, ESPONENTI DELLA VECCHIA POLITICA IN CERCA DELLA VERGINITÀ PERDUTA
Il mondo e l’Italia sono pieni di “politici” ed ex “politici”, o detti tali, che spesso, politicamente parlando, complice il qualunquismo e la vergognosa deriva della politica della cosiddetta seconda Repubblica sempre più repubblichetta, tentano di rifarsi una verginità dopo aver sguazzato in formazioni politiche di governo locale, regionale e nazionale di centro, centrodestra o del falso centrosinistra con cui hanno contribuito a peggiorare le condizioni del nostro Paese e di noi cittadini. Personaggi che semmai per opportunismo sono persino disposti a voltare le spalle a coloro con cui hanno banchettato. E l’isola d’Ischia che del mondo è un perfetto microcosmo, anche in questo non è da meno, anzi.

Negli ultimi mesi nel comune di Ischia ed in quello di Forio sono balzati agli onori della cronaca politica quasi fossero i nuovi salvatori della patria, due ex amministratori comunali che con le loro recenti amministrazioni hanno ulteriormente affossato le loro rispettive comunità. E mi riferisco a Luca Spignese e Mimmo Loffredo entrambi si dice politicamente molto vicini a Giosi Ferrandino, l’attuale sindaco di Casamicciola Terme, il cambia casacca per eccellenza, il campione di incoerenza partitica essendo stato dapprima fondatore sull’isola d’Ischia di Forza Italia, successivamente fondatore locale del Partito Democratico per passare poi tra le fila di Italia Viva di Matteo Renzi e che ora sembrerebbe in procinto di poter passare nuovamente in Forza Italia.

Luca Spignese, pensate, esponente di varie amministrazioni comunali di Ischia, compreso la prima guidata dall’attuale sindaco Enzo Ferrandino di cui inizialmente è stato assessore, si affanna, udite udite, a denunciare problematiche di cui politicamente ed amministrativamente parlando è stato attivamente complice a suo tempo visto che il degrado politico e sociale del comune capoluogo, per non parlare della squallida politica clientelare, viene avanti da lontano e non si sono certamente palesate dopo l’estromissione dal potere dello stesso Spignese.

Discorso molto simile vale a Forio per il dott. Mimmo Loffredo con cui da sempre, così come lo è per Luca Spignese, mi lega un ottimo rapporto personale e per il quale una premessa è d’obbligo. Loffredo, apprezzatissimo chirurgo, assieme ad altri medici e operatori sanitari, presso l’Ospedale “Anna Rizzoli” di Lacco Ameno rappresenta un’eccellenza che nonostante i limiti strutturali del piccolo nosocomio e la decennale carenza di personale, da anni strappa alla morte vite umane.
Peccato, però, che la sua coerenza professionale, Mimmo non l’abbia trasferita in politica dove i risultati del suo impegno amministrativo sono stati disastrosi e Forio continua a pagarne le nefaste conseguenze.

Ebbene, nonostante sia politicamente e amministrativamente parlando uno dei responsabili politici delle problematiche sociali che attanagliano la nostra stupenda Forio avendo amministrato sino a due anni fa con la maggioranza guidata dall’ex sindaco Francesco Del Deo, maggioranza che in Consiglio comunale non solo non consentiva neppure la discussione preliminare di argomenti vari prima di passare alla discussione dei punti posti all’ordine del giorno, ma che anzi scappava dall’aula consiliare quando qualche consigliere di opposizione cercava di parlare dei problemi del paese per proporre delle soluzioni fattibili, da mesi Mimmo, telefonino alla mano, come un novello Tiktoker si affanna a denunciare disservizi che con la sua amministrazione erano persino maggiori. E mi riferisco alla raccolta dei rifiuti per la quale per anni ci hanno fatto vergognare con il travaso dei rifiuti che veniva effettuato nei posti più belli e panoramici del paese, vedi Citara e lungomare della Chiaia.

E mi riferisco, tanto per fare solo qualche piccolo esempio, ai paurosi allagamenti che si verificano su tutto il territorio comunale ogni qualvolta piove, alla vergogna delle strisce blu, all’abbandono delle spiagge pubbliche a partire da Cava dell’Isola per cui con la sua amministrazione non ha mai preteso la messa in sicurezza da parte dei privati del costone pericolante o agito in danno dei privati stessi. Ed è proprio quest’ultimo aspetto che come si suole dire ha rappresentato la goccia che ha fatto traboccare il vaso. E cioè il suo meravigliarsi, in modo particolare, delle condizioni di gravissimo pericolo in cui versa il costone della spiaggia di Cava dell’Isola dove da anni è visibile una balconata in bilico sull’arenile. Cosa ha fatto Loffredo con la sua amministrazione affinché i privati mettessero il costone in sicurezza? Perché la sua amministrazione non ha provveduto alla messa in sicurezza del costone in danno dei privati? Come mai nei cinque anni in cui è stato amministratore comunale non si è mai recato a Cava telefonino alla mano per denunciare l’inerzia della sua amministrazione? La risposta è semplice, ovviamente. Non lo ha fatto per opportunismo e perché sarebbe stato cacciato dall’amministrazione a calci nel sedere e questo sarebbe stato poco conveniente perché si sa che stare al potere, volente o nolente, comporta sempre qualche vantaggio fosse altro solo di visibilità politica.
MAGGIORANZA, MINORANZA E OPPOSIZIONE NEI CONSIGLI COMUNALI DI ISCHIA E FORIO
La situazione di rappresentanza politica nei consigli comunali isolani è a dir poco avvilente in quanto, in genere, ci troviamo dinanzi ad un’unica maggioranza. Ma in questo caso puntiamo i riflettori sui civici consessi di Ischia e di Forio. Nel comune capoluogo gli ischitani non hanno eletto nemmeno l’opposizione che con grande orgoglio avrebbero rappresentato gli esponenti del PCIM-L fondato dal compianto Domenico Savio e così da oltre tre anni a questa parte ci troviamo dinanzi ad un’unica maggioranza all’interno della quale si sono costituiti dei gruppetti che “scalciano” per poter avere un po’ di visibilità in più nella spartizione della “torta” del potere e giammai battersi per il miglioramento delle condizioni socio economiche di un comune, come quello di Ischia, tenuto da questo punto di vista letteralmente in uno stato comatoso dall’amministrazione guidata da Enzo Ferrandino.

A Forio, invece, oltre alla maggioranza del sindaco Stani Verde, in consiglio comunale sono presenti una minoranza e una opposizione. La minoranza è costituita dal gruppo consiliare capeggiato dall’ex sindaco Francesco Del Deo di cui fa parte anche il dott. Mimmo Loffredo. Un gruppo che per come ha disamministrato il paese per ben dieci anni, non ha la minima credibilità politica di poter criticare o fare opposizione all’amministrazione Verde di cui, tra l’altro, condividono la medesima cultura politica e sociale.

Discorso diverso, invece, vale per Vito Iacono che nel civico consesso foriano è l’unico consigliere che può fregiarsi del ruolo di opposizione in quanto non è mai stato immischiato e coinvolto, direttamente o indirettamente, nella gestione del potere con chicchessia nonostante per tradizione familiare avrebbe potuto fare sin da giovane carriera anche oltre i confini isolani. Gli sarebbe bastato solo salire di volta in volta sul carro dei vincitori visto che non gli mancano indubbie capacità politiche. Noi comunisti rispetto a Vito abbiamo una storia ed una cultura politica ed ideologica diverse, ma questo non ha mai rappresentato un ostacolo a ritrovarci uniti fianco a fianco, sull’isola d’Ischia e in Italia, nelle tantissime battaglie politiche che si sono rese necessarie per difendere i diritti sociali e civili degli isolani e degli italiani.
CONCLUSIONI
La politica, non solo quella nazionale, è cosa
talmente seria che meriterebbe rispetto da parte di tutti, elettori e aspiranti
“politici”, perché determina il futuro di una intera nazione e dei milioni di
abitanti che la popolano. Ma purtroppo non è quasi mai così, e spesso la
responsabilità è da ricondurre proprio al popolo che sostiene elettoralmente
culture politiche che non hanno nulla a che fare con la difesa degli interessi
collettivi. Infatti fino a quando il popolo non esprimerà nel segreto dell’urna
un voto di opinione, ma continuerà ad esprimere un voto condizionato dalle
false promesse elettorali, dalla politica clientelare o a votare per convenienza
l’amico, il parente, il medico di fiducia o più in generale il professionista
che gli ha sbrigato qualche pratica, l’Italia e l’isola d’Ischia continueranno
ad essere governate dagli approfittatori e sostenitori dell’infame sistema
capitalistico, dai figli di papà nati con la camicia che non conoscono il duro
e usurante sacrificio del lavoro. Noi comunisti eredi della cultura e della
coerenza politica del compianto Domenico Savio, se e quando il popolo lo vorrà,
saremo pronti a rappresentarlo nelle istituzioni del Paese, ma per farlo ci
vuole il sostegno concreto dei cittadini a partire dalla presentazione delle
liste.

