FORIO, DOVE I LIBRI CURANO E IL MARE TRATTIENE: IL REALISMO MAGICO DE La libreria degli attimi sospesi DI FRANCESCO MONACO
Una libreria che prescrive libri come medicine, dolci capaci di curare le ferite invisibili e un mare che decide quando è il momento di restare: a Forio d’Ischia il realismo magico diventa storia di ritorni, radici e seconde possibilità.
Forio d’Ischia non è soltanto l’ambientazione de La libreria degli attimi sospesi: è il suo cuore vivo. Nel romanzo di Francesco Monaco, giornalista e scrittore napoletano profondamente legato all’isola, Forio diventa presenza attiva, memoria che chiama, luogo che trattiene e, quando serve, costringe a restare.
Al centro della storia c’è la libreria di Caterina Spatuzzi, un luogo unico nel suo genere. Qui i libri non sono semplici oggetti da vendere, ma strumenti di cura. Non è una metafora: chi entrava con un dolore usciva con un libro tra le mani e un’indicazione precisa — «Cinque pagine al giorno». Caterina ascoltava, individuava la ferita invisibile e prescriveva la storia giusta, come una medicina lenta ma necessaria. E, misteriosamente ma concretamente, qualcosa cominciava a guarire. Riparava i libri rovinati perché credeva che ogni storia, come ogni persona, meritasse una seconda possibilità.

Alla morte di Caterina, il nipote Tommaso Spatuzzi — quarant’anni, direttore creativo a Milano, emotivamente bloccato e incapace di lasciarsi amare — riceve una telefonata dalla notaia: la zia gli ha lasciato la casa e la libreria. È costretto a tornare a Forio, l’isola delle sue estati d’infanzia, dei tuffi al tramonto, delle passeggiate davanti al Soccorso, delle voci che conoscono il suo nome.
Quello che doveva essere un ritorno breve si trasforma in un viaggio interiore.
Tommaso ritrova Giuseppe, il pescatore che gli ha insegnato a nuotare e a leggere il mare; Maria, il primo amore mai davvero chiuso; Vittorio, l’amico di adolescenza; don Michele, capace di osservare senza giudicare; e soprattutto Emma, giovane pasticciera i cui dolci hanno un potere benefico simile a quello dei libri di Caterina. Anche qui non si tratta di simboli: chi assaggia i suoi dolci ritrova equilibrio, memoria, lucidità.
Accanto ai libri e ai dolci agisce il terzo elemento magico: il mare.
Calmo fino alla sera prima, si agita proprio quando Tommaso decide di ripartire. Gli aliscafi vengono sospesi. Nessuno può lasciare l’isola. Non è una coincidenza: Forio trattiene chi non ha ancora finito di capire. Il mare, in questo romanzo, non è paesaggio. È volontà. È tempo che si prende il diritto di rallentare.
Nel frattempo incombe una minaccia concreta: Andrea Settembre, ex amico d’infanzia diventato adulto ambizioso e spregiudicato, vuole acquistare la libreria per trasformarla in un’attività commerciale, sostenuto dal politico locale Alfonso Mattera. La scelta di Tommaso non riguarda solo un’eredità, ma la memoria di Caterina, l’identità di un luogo e la possibilità di dare continuità a una forma silenziosa di cura.
La libreria degli attimi sospesi è una storia di ritorno e rinascita. Racconta Forio attraverso i suoi vicoli, il porto, la chiesa del Soccorso, la festa di Sant’Anna, le tradizioni, il mare che cambia umore e le relazioni che si tramandano. È un romanzo che parla di famiglia, seconde possibilità e radici che non smettono mai di chiamare.
È la storia di un uomo che ha sempre scelto di scappare e che, per la prima volta, decide di restare.
Scheda del libro
Titolo: La libreria
degli attimi sospesi
Autore: Francesco Monaco
Editore: Apeiron Edizioni
Genere: Romanzo di realismo magico
Ambientazione: Forio d’Ischia
Disponibile online e nelle librerie su ordinazione
Biografia dell’autore
Francesco Monaco (Napoli, 1982) è giornalista freelance e autore. Collabora con diverse testate occupandosi di cultura, società e sport.
Nel 2017 pubblica il suo primo romanzo, Baciami prima di andare. Negli anni partecipa a numerose antologie e progetti editoriali. Da sempre legato all’isola d’Ischia — scoperta prima ancora di nascere e mai abbandonata emotivamente — trova nelle sue atmosfere una fonte costante di ispirazione.
La libreria degli attimi sospesi nasce proprio da questo legame: una storia in cui realismo magico, memoria e luoghi dell’anima si intrecciano in modo semplice, concreto e profondamente umano.
INTERVISTA A FRANCESCO MONACO
Da dove nasce l’idea
di questo romanzo ambientato a Forio d’Ischia?
«Da un legame personale profondo con l’isola. Forio è un luogo che non si
limita a fare da sfondo: agisce, trasforma, cura. Volevo che la storia nascesse
da quella magia naturale.»
Perché hai scelto il
realismo magico?
«Perché è il modo più autentico di raccontare ciò che non sappiamo spiegare ma
sentiamo. Libri, dolci e mare diventano parte della realtà senza bisogno di
spiegazioni.»
Perché il romanzo si
chiama La libreria degli attimi sospesi?
«Perché nella libreria di Caterina il tempo si ferma. Chi entra vive un momento
sospeso in cui qualcosa cambia: un’emozione emerge, un dolore si alleggerisce,
un ricordo torna. Il titolo nasce da quella magia.»
Chi è Tommaso e cosa
scopre tornando a Forio?
«Tommaso vive nel controllo e nel distacco. L’isola lo costringe a fermarsi e a
guardarsi davvero. In quel luogo ritrova ciò che credeva perduto.»
Cosa speri arrivi ai
lettori?
«Che tutti abbiamo un attimo sospeso capace di rimetterci al mondo. Spero che
il romanzo aiuti a riconoscerlo.»

