LA PROFESSORESSA GLORIA OLCESE DI MILANO E IL GRUPPO DI LAVORO IMMENSA AEQUORA RICORDANO IL PROF VINCENZO DI MEGLIO (video)

LA PROFESSORESSA GLORIA OLCESE DI MILANO E IL GRUPPO DI LAVORO IMMENSA AEQUORA RICORDANO IL PROF VINCENZO DI MEGLIO (video)

La notizia dell’improvvisa scomparsa del professor Vincenzo Di Meglio ha colto di sorpresa me e alcuni studenti che lo conoscevano per aver frequentato i seminari ischitani, mentre eravamo all’Università a continuare il nostro lavoro proprio sull’archeologia dell’isola, e ci ha lasciato sbigottiti. Ho conosciuto il professor Di Meglio tanti anni fa, grazie a don Pietro Monti il sacerdote archeologo che tanto abbiamo ammirato e amato. Veniva a trovare il sacerdote e parlavamo dell’archeologia e della storia dell’isola. Negli ultimi anni sono venuta molte volte a Ischia per lo studio dell’area archeologica di Santa Restituta e per lo studio dei reperti di contesti dell’isola, con i miei studenti dell’Università di Milano, e il professore ogni volta ci raggiungeva per vedere come procedessero le ricerche e raccontandoci dei suoi lavori. Era una persona colta e intelligente ma soprattutto sensibile e buona. Aveva due pensieri costanti.

Il primo, che l’archeologia e la storia di Ischia, che amava moltissimo, continuassero ad essere oggetto di studi approfonditi, sulla scia dei lavori dei grandi archeologi che hanno operato a Ischia e che le nuove ricerche venissero diffuse e conosciute. Il mondo greco era la sua vita e si adoperava per creare collegamenti tra le persone che erano interessate ad arricchire gli studi sull’isola, per mantenere viva l’importanza di Ischia. L’altra sua grande preoccupazione era, in generale, legata ai giovani e agli studenti di Ischia che sono spesso costretti, per trovare un lavoro, a lasciare l’isola, a cui avrebbero potuto dare un apporto fondamentale. Amava raccontare agli studenti la storia di Ischia, soffermandosi su aspetti archeologici e linguistici, arricchendo le sue narrazioni e le sue spiegazioni con episodi relativi al passato e ai grandi personaggi che erano transitati a Ischia, con episodi divertenti, spesso intercalando frasi nel bellissimo dialetto locale.

La lettera che hanno scritto i miei studenti dimostra come fosse in grado di coinvolgerli nei suoi racconti e, nello stesso tempo, di stupirli con il suo entusiasmo e la sua forte passione per la sua isola. Per loro aveva sempre un pensiero gentile e li veniva a trovare, informandosi sulla loro carriera e portando pizze e arancini. E loro avevano persino composto per lui una canzoncina che lo aveva riempito di gioia. Conoscendo le difficoltà che abbiamo talora avuto nel nostro lavoro a Ischia, cercava di compensarle con una accoglienza piena di entusiasmo e con una amicizia sincera. A me mancheranno i suoi sms con cui quotidianamente mi informava delle novità ischitane, mandandomi immagini bellissime di mareggiate, delle feste di paese, commentando brevemente i fatti più rilevanti dei giornali locali e cercando di mantenere vivo il mio interesse. Mi ero abituata a questo filo diretto con lui e con l’isola e oggi capisco meglio quanto fosse importante la sua presenza discreta ma costante. Grazie professor Di Meglio per la Sua amicizia sincera, è stato un piacere e un onore conoscerla. Venire a Ischia per noi non sarà più come prima.

Milano, 6 febbraio 2026

LA LETTERA E LA CANZONE DEGLI STUDENTI DEDICATA AL PROF VINCENZO DI MEGLIO

La scomparsa del prof. Di Meglio ci ha colti all’improvviso, costringendoci, nel pieno delle nostre vite frenetiche, a fermarci e a tornare con la mente ai momenti trascorsi con lui nella sua Terra. Sembra ancora di sentire la sua voce che ci accoglieva e, sospirando, diceva: “Aah, io quando vedo i ragazzi di Milano mi sento meglio!”. Alimentava e incoraggiava il nostro lavoro di ricerca, trasmettendoci il suo sapere senza mai ostentarlo, ma rendendoci, anzi, ancora più curiosi. Lo rincuorava sapere che qualcuno non stava dimenticando la storia di Ischia. Ora, però, è la sua Terra ad aver perso una radice importante, che ha dato tanto a chiunque l’abbia incontrato.

Con tutta la gratitudine, gli Studenti dell’Università degli Studi di Milano.

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Redazione

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