QUANDO LA REGIONE DIMENTICA LE SUE STESSE LEGGI

QUANDO LA REGIONE DIMENTICA LE SUE STESSE LEGGI

Spesso imputiamo ai nostri Enti Locali (i sei Comuni isolani) di non conoscere o non sfruttare a pieno le opportunità offerte da leggi nazionali o regionali. Ma non è sempre così. Capita, a volte, che proprio gli Enti sovraordinati ai Comuni ignorino o dimentichino leggi nazionali o regionali. Spero di non offendere nessuno nel citare un caso emblematico riguardante l’assessora regionale Fiorella Zabatta (che, come si deduce dal cognome, appartiene ad una famiglia originaria di Ischia).

La dottoressa Fiorella Zabatta (Europa Verde) è avvocata, giornalista, Docente a contratto di Diritto Romano e vanta un curriculum ricco di esperienze e competenze specifiche nel settore dell’Ambiente, fino a collaborazioni significative con Università straniere (e la sua delega regionale riguarda la Protezione Civile e le Politiche di riforestazione), mentre l’assessore regionale all’Ambiente è Claudia Pecoraro (M5S). Zabatta è stata anche Vice Sindaca di Pozzuoli (che di gestione di rischi ne ha fin sopra i capelli) dal 2017 al 2019.

Bene, nel corso di una trasmissione televisiva di TeleIschia, per la rubrica “L’isola che non c’è”, dedicata al problema degli incendi, che ha recentemente devastato alcuni ettari di terreno dell’Epomeo, facendo riemergere, sotto gli arbusti bruciati, antichi terrazzamenti di coltivazione dell’uva e salvaguardando – fortunatamente – il patrimonio arboreo-boschivo.

Era presente l’assessora come ero presente anch’io in veste di opinionista e sostenitore del progetto CO.RI.VERDE per l’istituzione del Parco Protetto del Monte Epomeo. L’assessora Zabatta ha ben spiegato l’azione di contrasto messa in atto e le difficoltà che l’incendio presentava. Ma quando le ho fatto notare che bisognerebbe fare innanzi tutto conoscere ai cittadini le leggi nazionali e regionali antincendio, si è difesa dicendo che in collegamento da remoto, in una trasmissione che richiede tempi limitati, non si può parlare di tutto. Credo, invece, che qualsiasi ragionamento sulla questione degli incendi, debba partire dalla conoscenza della Legge quadro nazionale sugli incedi boschivi n.353 del 21/11/2000 e successivi aggiornamenti, nonché dalla Legge Regionale attuativa n.309/2024. Se non diciamo ai cittadini che la Legge Quadro introduce i Piani Regionali AIB (Antincendio boschivo) che vieta l’accensione di fuochi nel raggio di 50-100 metri da terreni boschivi o cespugli; se non diciamo che nel periodo estivo è vietato provocare qualunque scintilla e gettare mozziconi di sigarette; se non diciamo che, in tale periodo, al di là di ordinanze comunali, sono totalmente vietati gli abbruciamenti di residui agricoli e che i proprietari terrieri devono rispettare le PMPF (Prescrizioni di Massima e di Polizia Forestale); se non precisiamo che l’incendio boschivo è punito penalmente (art. 423 c.p.) sia nel caso di dolo che di colpa; se non avvertiamo i cittadini che nelle zone in cui si sono sviluppati incendi vige il divieto di cambio di destinazione per 15 anni e di 10 anni il divieto di pascolo e caccia; se non diciamo tutto questo, non miglioreremo il tasso di conoscenza e consapevolezza della cittadinanza.

Quando poi, alla mia osservazione che potremmo dare un ottimo contributo alla mitigazione del rischio incendio, con la creazione di linee di fuoco, facendole coincidere e adattandone le dimensioni, con i sentieri esistenti (come intelligentemente suggerito dal locale referente del CAI, Agostino Iacono Miscillo;); quando non si tiene conto che esiste la Legge Regionale n.14 del 24/6/2020 “Norme per la valorizzazione della sentieristica e della viabilità minore”; quando non si tiene conto di tutto ciò e, in maniera sbrigativa, si afferma che quella dei sentieri è materia di esclusiva competenza dei Comuni, non si compie un’opera corretta di informazione dei cittadini nonché degli uffici comunali.

La questione, sottovalutata dall’assessora, è che la legge regionale sui sentieri non si limita, come ha affermato Zabatta, a “promuovere” idealmente i sentieri. E’ la Regione Campania che individua i percorsi di interesse ambientale e storico, recupera i sentieri, mulattiere e tratturi, valorizzando le infrastrutture ad essi collegati (art. 1 comma 2). Presso l’Assessorato Regionale competente è istituito il Catasto del patrimonio escursionistico e l’isola d’Ischia deve giungere ad ottenere questo. L’assessora Zabatta ha escluso che ci sia una partecipazione del CAI (Club Alpino Italiano) nella Pianificazione della sentieristica. Dimentica l’art.5 comma 1 che cita espressamente un Protocollo d’Intesa tra MIBACT (Ministero dei Beni e Attività Culturali e del Turismo) e CAI nazionale. Infine la legge regola le norme finanziarie all’art 19 per poste in bilancio regionale dei fondi da stanziare annualmente. Come potrebbe altrimenti da solo il Comune di Serrara Fontana, con le sue limitate risorse finanziarie, o gli altri singoli Comuni dell’isola programmare e mantenere tutta l’intricata rete sentieristica? Così stanno le cose che, per dovere di ospitalità, in una trasmissione con collegamento da remoto, ho evitato di sottolineare con insistenza, per rispetto verso l’assessora Zabatta, che comunque è stata gentile a collegarsi. Lo faccio in questa sede di Ischia Press con la speranza che gli Enti locali rivendichino, nei riguardi della Regione, lo sfruttamento di opportunità che le leggi offrono.

© diritti riservati

52 Visualizzazioni
Franco Borgogna

Franco Borgogna

Giornalista "glocal" e' la mia ambizione, un indagatore della società locale, consapevole che Ischia e' parte di un mondo dai confini vasti e che ciò che succede nel mondo globale si riverbera sull'isola così come le sorti del patrimonio naturale e culturale di Ischia riguardano il mondo intero.