BLITZ A BARANO PER ABBATTERE LA CASA DEI NONNINI DI IORIO: SGOMBERO SOSPESO PER LA GRAVI CONDIZIONI DI SALUTE DI PIETRO PAOLO
Divampano le polemiche sull’isola d’Ischia per l’imminente abbattimento dell’ennesima casa abitata mentre si continua a non toccare gli immobili della grossa speculazione edilizia affaristica che hanno distrutto coste e colline. Intanto la politica che nei decenni scorsi ha creato le condizioni per far esplodere il fenomeno dell’abusivismo edilizio, continua a dormire e fingere di non vedere e non sentire, mentre si sono dileguati gli onorevoli che ancora una volta nell’ultima campagna elettorale avevano promesso la soluzione del problema
Rappresentanti delle Forze dell’Ordine, Vigili Urbani, assistenti sociali, tecnici e professionisti vari. Sono una ventina di persone in tutto. In una tranquilla mattinata di primavera suonano al citofono di un’abitazione nel Comune di Barano d’Ischia. Non stanno cercando un pericoloso latitante o uno spacciatore di droga da arrestare, ma devono, in adempimento del loro dovere, provvedere alla sgombero di un anziano molto malato dalla sua casa per potergliela abbattere. Si tratta di nonno Pietro Paolo Di Iorio, cardiopatico, che qualche mese fa dinanzi alla stessa scena ebbe un infarto e fu trasferito d’urgenza presso l’Ospedale “La Schiana” di Pozzuoli, dove i sanitari fortunatamente gli salvarono la vita. Il malore accusato da Pietro Paolo scosse molto la moglie Ersilia, come dimostra l’intervista che le facemmo.

In via Chiummano, poco dopo, alle Forze dell’Ordine si sono aggiunti i sanitari del 118 chiamati per verificare le effettive condizioni di salute del nonnino che da quando ha avuto quell’infarto non si è più ripreso completamente anzi, si è aggravato ulteriormente. Il tutto confermato dalla perizia legale del Dott. Gioacchino Mattera e dagli stessi sanitari i quali, dopo averlo visitato, hanno sostenuto che il signor Di Iorio è praticamente intrasportabile e che viste le precarie condizioni di salute, necessiterebbe del ricovero ospedaliero. Stessa conclusione a cui nel pomeriggio sarebbe giunto anche il medico-legale dell’ASL Napoli 2 inviato dalla Procura. E così lo sgombero e l’abbattimento, al momento sono stati sospesi. Sin qui la cronaca odierna.

La cosa incredibile è che si vuole abbattere una casa che non solo ha ottenuto il condono del 1994 preceduto dal parere formale favorevole della Soprintendenza, ma che è stata costruita in zona bianca, dunque non pericolosa, come ha spiegato alla stampa l’Avvocato Bruno Molinaro.
L’avvocato Bruno Molinaro ha evidenziato “come l’immobile che si vorrebbe abbattere sia una modesta abitazione, pienamente riconducibile ai parametri dell’edilizia economico-popolare. Si tratta, peraltro, di un fabbricato per il quale il Comune ha rilasciato un regolare permesso in sanatoria, preceduto da un formale parere favorevole della Soprintendenza.
L’Autorità giudiziaria sostiene che tale titolo sarebbe illegittimo e, quindi, disapplicabile, sul presupposto che il manufatto ricadrebbe in zona R3, ossia in area a rischio frana elevato. Ma gli atti del procedimento smentiscono questa ricostruzione. Dalla documentazione acquisita risulta, infatti, che l’immobile, unitamente alla relativa area di sedime, ricade in zona bianca, come accertato anche dall’Ufficio tecnico comunale: dunque non in zona rossa e neppure in zona arancione, secondo le previsioni del piano dell’Autorità di bacino.

Vi è poi un ulteriore profilo, altrettanto decisivo: può un piano regionale sopravvenuto, che introduca nuovi limiti e nuovi divieti, essere applicato retroattivamente a un manufatto realizzato molti decenni addietro? La casa di Pietro Paolo Di Iorio è stata edificata in epoca risalente, tanto che la relativa domanda di condono è stata ritenuta ammissibile ed è stata accolta nel merito. Pretendere oggi di travolgere tale assetto mediante l’applicazione postuma di vincoli successivi solleva gravi interrogativi sul piano della stretta legalità, della ragionevolezza e della certezza del diritto”.
L’avvocato Molinaro ha, inoltre, denunciato una disparità che appare sempre più intollerabile. “Mentre la scure della giustizia continua ad abbattersi sulle case della povera gente – ha affermato l’Avv. Molinaro -, sui nuclei economicamente più deboli e su persone in condizioni di particolare vulnerabilità anche sotto il profilo della salute, non si comprende come, in altri contesti, tutto sembri invece possibile.

Il riferimento è a quanto starebbe accadendo nel Comune di Anacapri, territorio assoggettato a un rigidissimo regime vincolistico, dove – secondo quanto riportato dalla stampa – si starebbero ricavando da antiche cisterne di epoca romana nuove camere suite con piscine, al servizio del prestigioso albergo a cinque stelle Caesar Augustus. Sempre secondo i permessi comunali citati dagli organi di informazione, sarebbe prevista perfino la realizzazione di una pista per elicotteri.
Se questo quadro fosse confermato, ci troveremmo dinanzi a una evidente anomalia. Per i cittadini comuni si invoca il rigore assoluto; per interventi ben più impattanti, in contesti di lusso e di altissimo valore paesaggistico, si registrano invece percorsi autorizzativi che suscitano più di una perplessità. È qui che emerge il vero punto politico e morale della vicenda: qualcosa, nel sistema, non funziona. E quando il diritto appare inflessibile con i deboli e sorprendentemente flessibile con i forti per la pubblica amministrazione, il problema non è più il singolo provvedimento, ma la credibilità stessa delle istituzioni.”
Intanto la notizia di questo nuovo imminente abbattimento sta generando forte indignazione sull’isola d’Ischia pronta a mobilitarsi per esprimere solidarietà a questa coppia di umili ed onesti nonnini.
Anche perché la tragedia degli abbattimenti delle prime case di necessità continua a mostrare tutta la sua disumanità colpendo in genere sempre e solo umili famiglie lavoratrici e giammai la grossa speculazione edilizia affaristica con cui i pasticcieri del cemento nei decenni hanno distrutto i nostri paesaggi.
E mentre la politica che nei decenni scorsi con le sue inadempienze ha creato in Campania le condizioni per l’esplosione del fenomeno dell’abusivismo edilizio, oggi dinanzi a questa autentica tragedia sociale dorme e finge di non vedere e non sentire, si sono dileguati gli onorevoli che ancora una volta nell’ultima campagna elettorale avevano promesso la soluzione del problema: che vergogna!
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