GENNARO SAVIO: “ELIMINATE IL TERRICCIO POST TEMPORALE CHE CREA ENORMI PERICOLI IN VIA ARENELLA”
Per tutto il suo percorso via Arenella è invasa da uno strato di terriccio trascinato a valle dal temporale dei giorni scorsi. Per alcuni metri saltati persino una grande quantità di pezzi di asfalto. L’amministrazione comunale guidata da Enzo Ferrandino cosa aspetta ad intervenire e a mettere finalmente la strada in sicurezza? Aspettiamo prima che qualche pedone o scooterista cada e si faccia male?
Via Arenella, la strada attraversata dalla lava di fango che si staccò da monte Vezzi la mattina del 30 aprile 2006 e che vide la morte di Luigi Buono e delle sue tre adorate figlie, dopo venti anni da quella tragedia, come si suole dire continua ad essere abbandonata dagli uomini e da Dio. Oltre il selciato vergognosamente dissestato e la presenza lungo il suo percorso di pali della pubblica illuminazione pericolosamente corrosi alla base dalla ruggine, a questa strada quotidianamente percorsa da centinaia di residenti, turisti e dipendenti di Ischia Servizi per la presenza nella sua sommità dell’area ecologica, si continua a negare la manutenzione e la capillare pulizia delle griglie sia prima che dopo i temporali.

E così a tre giorni dal temporale che così come capita da decenni in queste occasioni ha letteralmente messo in ginocchio persino alcune strade del centro cittadino a seguito degli allagamenti, via Arenella continua ad essere invasa da un pericoloso “tappeto” di terriccio e da metri e metri di asfalto saltato sul quale potrebbero scivolare a cadere pedoni e scooteristi.
L’amministrazione comunale guidata da Enzo Ferrandino cosa aspetta ad intervenire e a mettere finalmente questa strada in sicurezza? Aspettiamo prima che qualche pedone o scooterista cada e si faccia male? Ma stiamo scherzando? Ci si sciacqua tanto la bocca con frasi di circostanza in convegni ed iniziative legate alla sicurezza stradale, e poi non si interviene nemmeno a garantire il minimo di pulizia dal terriccio come in questo caso? Veramente non ci sono parole per definire il vostro modo di disamministrare il paese.

