15° APPELLO DI ROSA IACONO DI FERMARE GLI ABBATTIMENTI PER L’ABUSIVISMO DI NECESSITÀ

15° APPELLO DI ROSA IACONO DI FERMARE GLI ABBATTIMENTI PER L’ABUSIVISMO DI NECESSITÀ

Gentili Presidenti, illustrissimo Sergio Mattarella e onorevole Giorgia Meloni e gentili signori tutti Responsabili delle Istituzioni in indirizzo, questo è il 15° appello che mi appresto ad inviarvi relativo all’argomento senza mai avere avuto una risposta, eppure si tratta di un problema molto grave e serio. Non trovo più parole per ribadirvi un concetto molto semplice: la casa è un diritto di tutti i cittadini e voi, che siete a capo delle Istituzioni, avete il sacrosanto dovere di cercare in ogni modo di tutelare questo vitale diritto.

Non vorrei mancarvi di rispetto, ho avuto ed ho ancora tanta fiducia in voi. So benissimo che siete delle persone eccezionali e che siete in grado di affrontare anche questo grave problema.

Purtroppo, per quanto riguarda la problematica della casa, ci sono stati tanti errori e manchevolezze da parte dei precedenti governi, da parte delle regioni, sovraintendenze e comuni.

Nella regione Campania, al momento, sono state abbattute centinaia di case, tutte abitazioni di povera gente che aveva costruito per vera necessità. Manufatti edificati abusivamente 20, 30 e 40 anni fa e ciò perché i comuni non avevano approntato i Piani Regolatori e lo Stato non aveva costruito Case Popolari.

In tutto ciò, arriva la Magistratura e con il pretesto di far rispettare la Legge procede alle demolizioni di case nonostante esse siano abitate anche da disabili, anziani, malati oncologici e persone fragili e indifese.

Nel mio ultimo appello, il 14^, dissi che, al prossimo abbattimento, mi sarei fatta trovare sul posto e che avrei difeso anche con la vita il diritto dei poveri cittadini ad avere un tetto sulla testa. Voglio adesso ribadire che sono sempre disposta ad adempiere a questo mio proposito.

Sono una donna anziana, alla soglia degli 80 anni, che ha vissuto intensamente le proprie ed altrui vicissitudini. Sulla nostra isola la maggior parte delle famiglie era di origine contadina e i genitori che avevano un pezzo di terra con gli esigui risparmi che si ritrovavano, non pensavano a divertirsi ma a costruire un tetto da mettere sulla testa ai propri figli. Famiglie composte da 6 / 7 persone vivevano in case composte da un solo vano e il bagno in giardino magari in comune con altre famiglie. Costruire un alloggio più decente era l’aspirazione comune di quasi tutte le famiglie. Ed ora, a distanza di 20,30 o 40 anni arriva la Legge e dice di buttarla giù. Ma dove era la Legge quando questa gente aveva bisogno di un’abitazione? Per non parlare del fatto che oggi tante coppie non si sposano e non fanno figli proprio per la mancanza di una casa.

A questo punto, però, bisogna trovare delle soluzioni che servano a salvaguardare tutto e tutti:

Per prima cosa, FERMARE LE RUSPE e fermare gli abbattimenti di case costruite per necessità, cioè  piccoli alloggi abitati già da oltre 10, 20 o 30 anni nei quali vivono anziani, bambini, disabili e che, da un momento all’altro si vedono buttati fuori dalle loro abitazioni perché devono essere demolite.

Vi prego signori Presidenti di intervenire al più presto, perciò fermate questo scempio, chiudete questa pagina sporca e vergognosa, la casa è sacra, fate altre leggi, condoni e case popolari ma non buttate le famiglie sulla strada.

Vi saluto cordialmente augurando che il Signore vi illumini nelle vostre decisioni e vi protegga sempre.

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Redazione

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