RIFLESSIONI DI ROA IACONO SULL’ATTUALE CRISI ECONOMICA E RELATIVE MANIFESTAZIONI DI PROTESTA
Condivido le lotte e le manifestazioni di questi giorni e sono vicino a tutte le categorie che hanno sofferto e stanno soffrendo per il carovita che da mesi sta mettendo a dura prova buona parte di tante famiglie italiane che pur lavorando onestamente non riescono ad arrivare a fine mese.
Ci tengo a precisare che non sono né di destra né di sinistra ma sono stata da sempre vicino alle persone che soffrono e che non hanno voce, affrontando e portando avanti tante battaglie con tanta forza di volontà e tanta fede che il Signore con la sua Misericordia mi ha donato.
Il governo è una grande famiglia così come lo sono le altre Istituzioni, come le regioni o i comuni e così come tutte le famiglie di tanta povera gente comune come noi. Purtroppo, però, quando in una famiglia si pensa solo a fare spese e banchetti, talvolta inutili, si va fuori bilancio.
Un buon capo famiglia, invece, quando si ha un po’ di disponibilità non deve fare, così come recita un vecchio detto, “sciacqua Rosa e viva Agnese” ma deve pensare anche al futuro. Ciò che non hanno fatto i vecchi governanti.
Purtroppo, quelli che hanno governato prima di questo attuale governo hanno portato le Casse dello Stato al dissesto.
Infatti, questa crisi, che oggi attanaglia tante famiglie, proviene da molto lontano non ha avuto origine da poco ma già era nell’aria da diversi anni e le cause che l’hanno provocata sono tante.
Non voglio ne mi sento di analizzare tutte queste cause che é compito dei politici e dei sociologi, ciò che io non sono, ma sono fermamente convinta che è arrivato il momento di agire.
Per combattere il carovita e aiutare le famiglie a sopravvivere si possono fare tanti progetti ma anche prendere alcuni provvedimenti di subito attuazione come, per esempio, evitare di far pagare alle famiglie il costo delle palestre o per i doposcuola dei ragazzi, evitare di cambiare i libri di testo ogni anno che comportano enormi spese scolastiche che taluni genitori non riescono ad affrontare come non riescono ad affrontare le spese di mantenere un figlio all’università visto quanto costano i fitti nelle grandi città dove hanno sede gli atenei.
I ragazzi devono stare impegnati affinché imparino le buone maniere e come ci si comporta nella società, nessun ragazzo nasce cattivo ma si diventa cattivi se non si da loro la possibilità materiale di ottenere una buona educazione creando centri di incontro dove far crescere la loro socializzazione.
Mi ha molto impressionato la violenza venuta fuori nelle manifestazioni di Milano dove addirittura ragazzi minorenni hanno sfogato la loro rabbia commettendo atti che certamente vanno condannati, ma, tenendo presente la loro età, aiutandoli a non diventare dei futuri delinquenti mandandoli nelle carceri. Al contrario mi ha fatto piacere di come si sono comportati i nostri ragazzi nelle manifestazioni di Napoli e di Ischia.
La violenza va sempre condannata e non deve essere mai accettata da nessuno.
Ribadisco, infine, che le Istituzioni Civili, Governo, Regioni, Comuni ed anche le Parrocchie devono promuovere e creare posti di incontri dove le famiglie possano mandare i loro figli sicuri che imparino qualcosa e non stanno in ozio con i loro telefonini senza fare niente.

