NASCE IRIS: L’ISOLA D’ISCHIA SI RACCONTA ATTRAVERSO I DATI
Precipitazioni, vento, mare, aree esposte e studi sui cambiamenti climatici diventano animazioni e mappe intuitive, grazie a una piattaforma con un cuore digitale supportato dall’intelligenza artificiale.
Nasce IRIS – Ischia Rainfall & Instability System, la nuova piattaforma digitale dedicata all’osservazione dei fenomeni meteorologici e alla comprensione delle fragilità idrogeologiche e costiere dell’isola d’Ischia. Il progetto, sviluppato nell’ambito delle iniziative dell’Associazione Ingegneri Ischia, mette al centro un obiettivo preciso: rendere leggibili per tutti informazioni che, quando restano confinate in tabelle, bollettini e cartografie tecniche, rischiano di apparire lontane dalla vita quotidiana.

IRIS non si limita a mostrare una quantità di pioggia, una velocità del vento o un’altezza d’onda: traduce quei valori in scene dinamiche, percorsi visivi, colori e livelli cartografici che aiutano a comprendere come gli eventi naturali possano interagire con la conformazione dell’isola. È un modo nuovo di osservare il territorio, non per ridurne la complessità, ma per avvicinare alla conoscenza scientifica anche chi non possiede una formazione specialistica.
Un osservatorio digitale costruito intorno all’isola
La piattaforma utilizza informazioni provenienti dai pluviometri del Centro Funzionale Multirischi della Protezione Civile della Regione Campania e dal radar meteorologico del Dipartimento della Protezione Civile. A queste si affiancano dati e modelli relativi alla direzione e alla velocità del vento, all’altezza significativa delle onde e alle condizioni del mare, rappresentati anche attraverso i prodotti previsionali LaMMA. La consultazione avviene su un modello tridimensionale dell’isola, in cui l’utente può accendere o spegnere i singoli livelli di informazione.

Le stazioni pluviometriche permettono di esaminare gli accumuli di precipitazione e di confrontarli con soglie riferite a differenti finestre temporali. Il radar aiuta a visualizzare la distribuzione spaziale dei fenomeni; le animazioni del vento e del moto ondoso rendono percepibili movimento, provenienza e intensità. Allo stesso tempo, il modello del cielo mostra il percorso apparente del Sole, il passaggio tra giorno e notte e le variazioni di illuminazione: un dettaglio che contribuisce a trasformare una carta tecnica in un ambiente esplorabile.
Dal numero all’animazione: capire prima di tutto
Il linguaggio di IRIS è volutamente visivo. Un valore numerico, isolato dal contesto, può essere difficile da interpretare; un’animazione che lo associa al territorio può rendere più immediata la relazione tra il fenomeno fisico e il luogo in cui si manifesta. Pioggia, nuvolosità, vento e onde non sono quindi semplici indicatori su uno schermo, ma elementi di una rappresentazione integrata, progettata per favorire curiosità, comprensione e consapevolezza.

L’interfaccia consente inoltre di distinguere la visualizzazione dei dati disponibili dalle modalità dimostrative. La funzione “Demo”, ben identificata, ricrea condizioni meteorologiche particolarmente intense per illustrare il comportamento dei livelli territoriali e delle evidenziazioni grafiche: i valori simulati non devono essere confusi con rilevazioni in atto o previsioni ufficiali.
Un “cuore” digitale sostenuto dall’intelligenza artificiale
La componente più innovativa del progetto è il suo cuore digitale, supportato dall’intelligenza artificiale, che organizza e mette in relazione dati meteorologici, informazioni cartografiche e contenuti di studi specialistici. L’AI viene impiegata come strumento di integrazione, elaborazione e comunicazione: contribuisce a trasformare fonti eterogenee in un quadro visivo unitario, mantenendo riconoscibile la natura dei dati rappresentati e le loro limitazioni.
In questo patrimonio conoscitivo trovano spazio anche gli studi e gli approfondimenti condotti dall’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale e quelli sviluppati nel quadro del supporto della Banca Europea per gli Investimenti (BEI), con particolare riferimento alle analisi di rischio e vulnerabilità climatica, note come CRVA – Climate Risk and Vulnerability Assessment. Le indagini sulla pericolosità dei versanti, sulle dinamiche idrauliche, sull’erosione costiera e sulle possibili conseguenze dei cambiamenti climatici costituiscono riferimenti essenziali per interpretare le fragilità dell’isola.

L’integrazione di tali conoscenze nella piattaforma ha finalità di divulgazione e lettura territoriale: non implica che gli enti citati abbiano sviluppato, approvato o certificato IRIS, né che le elaborazioni dell’intelligenza artificiale sostituiscano un’analisi tecnico-scientifica validata.
Le soglie e la visualizzazione degli elementi esposti
Una funzione centrale di IRIS è la lettura delle soglie pluviometriche. Per ciascuna stazione vengono rappresentati valori di riferimento e accumuli registrati, con livelli che possono corrispondere a condizioni di attenzione, preallarme e allarme pluviometrico. Quando una soglia impostata viene superata, la piattaforma può attivare evidenziazioni cartografiche su edifici, strade e altri elementi ricadenti in aree potenzialmente esposte a frane o criticità idrauliche.
Non si tratta di affermare che un edificio sia danneggiato, che una strada sia impraticabile o che una frana stia per verificarsi. Il sistema mostra piuttosto la sovrapposizione tra un fenomeno meteorologico e le informazioni territoriali disponibili. L’esposizione rappresentata è un elemento conoscitivo, non una diagnosi di sicurezza o una previsione localizzata di evento.
Il reticolo idrografico: l’acqua e i percorsi spesso invisibili
Un livello specifico consente di esplorare il reticolo idrografico insulare, distinguendo gli alvei naturali, i tratti tombati e i segmenti che interferiscono con la viabilità. Questo aspetto assume particolare valore in un territorio ripido, densamente costruito e caratterizzato da aste torrentizie che, durante precipitazioni intense, possono convogliare rapidamente le acque verso valle.
Rendere visibile un alveo coperto, un attraversamento o un segmento prossimo a una strada aiuta a comprendere che il rapporto tra pioggia e rischio idraulico dipende non solo dalla quantità d’acqua, ma anche dalla morfologia, dalle vie di deflusso e dalla presenza di edifici e infrastrutture. È una lettura utile alla sensibilizzazione, soprattutto nelle aree dove la rete idrografica risulta poco riconoscibile nella vita di tutti i giorni.
Il mare e le coste: onde, spiagge e falesie
IRIS dedica un’attenzione specifica al perimetro costiero dell’isola. I dati e i modelli sul moto ondoso sono organizzati per settori, con visualizzazioni dell’altezza significativa delle onde, della direzione e delle condizioni del vento. Valori di riferimento impostati nella piattaforma consentono di evidenziare, al loro superamento, i tratti di spiaggia potenzialmente sensibili a fenomeni erosivi e le coste alte e falesie per le quali le condizioni meteomarine possono costituire un fattore di sollecitazione.
La lettura per settori è importante perché l’effetto del moto ondoso cambia con l’esposizione della costa, la direzione di provenienza delle onde, la morfologia dei fondali e le caratteristiche locali. Le soglie impiegate a fini illustrativi non equivalgono, per questo, a soglie ufficiali di allerta o a una previsione di erosione o crollo. L’intento è mostrare come fenomeni che si osservano dal mare possano avere ricadute sul litorale e sulle pareti rocciose.
Conoscenza scientifica e cambiamenti climatici
Un’isola vulcanica, montuosa e fortemente urbanizzata come Ischia risente dell’interazione tra processi geomorfologici, precipitazioni, deflussi e azione marina. I cambiamenti climatici rendono ancora più importante approfondire gli scenari di intensificazione degli estremi meteorologici, le variazioni del regime delle piogge e i processi che possono incidere sull’evoluzione delle coste. Le analisi specialistiche realizzate negli ultimi anni sono quindi un punto di partenza per diffondere una cultura pubblica della prevenzione.
IRIS aspira a essere un ponte tra questa conoscenza e le persone. Rendere consultabili le informazioni, mostrarne i legami e raccontarne visivamente il significato non elimina il rischio, ma può aiutare a comprendere perché sia necessario conoscere il proprio territorio, rispettare le indicazioni delle autorità e prestare attenzione alle comunicazioni istituzionali.
«Vogliamo rendere la complessità leggibile»
«Il nostro territorio è bellissimo e fragile. Spesso parliamo di millimetri di pioggia, di altezza delle onde o di aree a pericolosità elevata utilizzando un linguaggio che non sempre arriva ai cittadini. Con IRIS abbiamo provato a cambiare il punto di vista: partire dai dati e trasformarli in immagini che parlino dei luoghi in cui viviamo. Il cuore basato sull’intelligenza artificiale ci aiuta a mettere in relazione osservazioni, cartografie e studi sui cambiamenti climatici, ma il vero obiettivo resta umano: far crescere la consapevolezza. Conoscere un rischio non significa prevedere una calamità; significa imparare a riconoscere la fragilità del territorio e l’importanza della prevenzione».
— Ing. Claudio D’Ambra, Presidente dell’Associazione Ingegneri Ischia
Uno strumento divulgativo, non un sistema ufficiale di allertamento
L’Associazione Ingegneri Ischia precisa che IRIS è una piattaforma di carattere illustrativo, informativo e di sensibilizzazione. Non si sostituisce al Centro Funzionale regionale, al Dipartimento della Protezione Civile, alle amministrazioni competenti o agli altri soggetti istituzionali responsabili della valutazione dei rischi e della gestione delle emergenze. La visualizzazione di un superamento di soglia non costituisce un’allerta ufficiale; allo stesso modo, l’assenza di evidenziazioni grafiche non assicura l’assenza di pericolo.
Mappe, sovrapposizioni, animazioni ed elaborazioni supportate dall’AI non sono certificazioni di rischio, verifiche di sicurezza di singoli immobili, indicazioni di accessibilità delle strade né previsioni puntuali di frane, alluvioni o erosione. In caso di condizioni meteorologiche avverse o di emergenza, i cittadini devono fare sempre riferimento agli avvisi ufficiali e alle indicazioni delle autorità competenti.
La prevenzione comincia anche dalla conoscenza: un cittadino che comprende meglio il territorio in cui vive è più attento ai fenomeni naturali e più consapevole dell’importanza delle misure di protezione civile.

