Il mondo ormai è social
Tutto quello che ci viene in mente viene pubblicato. Ci troviamo al cospetto di un meccanismo di cui non riusciamo a fare a meno.
Diverse sono le domande che dobbiamo porci: abbiamo davvero bisogno di conoscere quello che gli altri esternano? Che cosa ci spinge a condividere con persone, spesso sconosciute, anche gli aspetti più intimi della nostra vita?
Di recente mi sono imbattuto in un post di una persona che informava della sua separazione dalla moglie dopo 27 anni. Confesso si essere rimasto per un attimo perplesso.
Ma è tale la sensazione di disagio e di solitudine in cui si trovano le persone che ormai anche gli aspetti più dolorosi della propria vita personale finiscono per essere resi pubblici con grande leggerezza.
Non vi è dubbio che i social possano svolgere una funzione positiva di diffusione di notizie e conoscenze utile per la vita lavorativa e sociale degli individui.
Nello stesso tempo, però, questi mezzi di comunicazione si sono sempre più degradati diventando soprattutto strumenti di ostentazione e di pettegolezzo.
Di qui i selfie in pose ridicole, le fotografie al limite della decenza, il continuo sparlare magari usando il telefono mentre si è alla guida dell’auto o del motorino.
Qui non si vuole demonizzare un sistema che, ripeto, può svolgere un suo ruolo positivo nella vita delle persone.
È necessario però sottolineare che, come al solito, tutto dipende dall’uso che ne facciamo.

