L’EQUIVOCO ISCHITANO DEI MUSEI

L’EQUIVOCO ISCHITANO DEI MUSEI

La Colombaia e la Torre di Michelangelo hanno dato il via ad un equivoco culturale in cui molti stanno cadendo. Prevale l’illusione che si faccia cultura solo se allestiamo musei (anche se piccoli e con scarso materiale espositivo), quando nella vicina Napoli abbiamo un prestigioso Museo Archeologico di valore mondiale, egregiamente diretto da Paolo Giulierini, che ha dedicato alla storia archeologica ischitana un’apposita sezione.

Ed ecco allora che la Torre di Michelangelo, ben recuperata e restaurata, viene proposta per diventare (in parte) una specie di succursale di Villa Arbusto e la Colombaia viene proposta dal Comune di Forio come tappa museale in un circuito di musei locali, tra i quali il Torrione. Allora, cerchiamo di fissare alcuni criteri e cerchiamo di individuare quali presidi culturali dell’isola meritano la destinazione museale. Incominciamo dal Comune d’Ischia: il piccolo Museo del Mare, nel Palazzo dell’Orologio, che esiste da molto tempo, ha senso in quanto non pretende di illustrare la storia del mare e della marineria in maniera vasta ed universale, ma più modestamente la storia del mare e della marineria di un’isola che nacque come isola di contadini e pescatori, sia pure in un mondo vasto di relazioni marittime e commerciali.

Un museo “locale” a ragion veduta. E la recente nomina dell’avvocato Luigi Telese a Presidente assicura, al piccolo museo, concretezza e solidità amministrativa. Mancano, a mio avviso, due cose: lo spazio per incontri con il pubblico su temi specifici e la dotazione di moderni strumenti multimediali per un’efficace illustrazione sonoro-visiva. A mio parere sarebbe ottima cosa un protocollo d’intesa del Museo con Marina di Sant’Anna, per una collaborazione nell’uso della saletta multimediale di proprietà della cooperativa.

Sarebbe, poi, una straordinaria acquisizione, non solo per il Museo del Mare, ma per tutte le Associazioni culturali e artistiche che gravitano sul Borgo antico di Ischia Ponte, dell’attuale stabile in uso all’INPS, istituto che potrebbe essere allocato altrove, per esempio nel Centro Polifunzionale di via Morgioni, lasciando campo libero nello stradone per eventi pubblici culturali e artistici. Stesso discorso del Museo del Mare vale per il Museo Diocesano, che verte sulla storia religiosa e artistica in particolare dell’isola. Ha un profondo radicamento con le tradizioni isolane e merita il riconoscimento di Museo.

Sempre restando a Ischia, passiamo alla Torre di Michelangelo, che vive i momenti più esaltanti quando vi si svolgono eventi culturali all’esterno, in una splendida cornice, o quando nelle salette dei vari piani pullulano giovani e studiosi in dibattiti, come avviene con il Festival della Filosofia di Raffaele Mirelli. La Torre ha bisogno di “vivere”, di interscambiare, di favorire relazioni e, perché no, gioia. Non serve un piccolo doppione del Museo di Villa Arbusto, che ha la dignità di Museo per gli straordinari reperti archeologici. Sempre a Ischia, è apprezzabile l’iniziativa di creare un Museo virtuale nell’ex carcere e va anche bene l’organizzazione di una storia della Festa di Sant’Anna con gli strumenti del metaverso. Dispiace, però, che nella presentazione inaugurale presso il Comune d’Ischia ci sia stato un disguido tecnico sulla connessione, per cui il pubblico presente non ha potuto provare sullo schermo le stesse sensazioni che si provavano al visore virtuale.

A restarne male, credo, sia stata per prima Carmen Criscuolo che nell’iniziativa ci ha messo impegno. Ma vogliamo ricordare agli amministratori che la Piazzetta, in cui insiste l’ex Carcere, ha il nome di Ugo Calise, chansonnier la cui fama varcò i confini nazionali e Ischia ha avuto un ruolo notevole nello sviluppo della musica leggera italiana, soprattutto nel vicino ‘O Rangio Fellone. Per cui dedicare, oltre alla Festa di Sant’Anna, un omaggio e una rassegna virtuale alla musica sarebbe un completamento perfetto.

Passiamo a Forio: Villa Arbusto non può essere un Museo; e poi, di che cosa? Degli abiti cinematografici o teatrali dell’attività artistica di Visconti? O un museo di tutt’altro genere, perdendo così ogni aggancio e riferimento all’illustre artista Visconti? No, la Colombaia, al pari della Torre di Michelangelo, merita di “vivere”, di essere il centro di un’attività creativa. E non c’è bisogno di cercare fuori dell’isola il grande nome; abbiamo, per il cinema, Michelangelo Messina e, per il teatro, Salvatore Ronga, oltre alla brava attrice isolana Lucianna De falco che, non a caso, ha partecipato a film, fiction, opere teatrali e ha curato la regia di “Leggere il cinema/Visconti, reading dei capolavori del cinema italiano.

Creiamo una Scuola Internazionale di arte teatrale e cinematografica. I grandi nomi (a partire dall’ottimo regista cinematografico ischitano Leonardo Di Costanzo) li inviteranno, secondo le circostanze e necessità, i due organizzatori di eventi, Messina e Ronga. Infine, un modesto invito e sollecitazione alla Sindaca di Serrara Fontana, Irene Iacono, che ha dato l’input per recuperare e ristrutturare i locali dell’Eremo dell’Epomeo: non ne faccia una piccola “cattedrale nel deserto”. Non avrebbe senso lasciare il Monte “incustodito” ed esposto ad azioni inconsulte e rovinose di pochi cittadini irresponsabili e non curanti di un bene collettivo prezioso.

Immagini, Irene Iacono, la struttura in ristrutturazione come l’apice di un contesto tutelato, migliorato, rigenerato, turisticamente rilanciato con la sostenibilità e il rispetto per la natura, la storia, l’architettura rupestre. Immagini di mettere quella struttura al centro di un Parco Regionale Protetto. Immagini quel bene in cima al Monte come la casamatta della cultura contadina, del turismo consapevole, lento, esperienziale. Immagini di ricreare un’isola meno aggressiva di quella degli ultimi tempi. Immagini che un grande scrittore tedesco come Thomas Mann, riscriva il libro La Montagna Incantata, che in tedesco era piuttosto La Montagna Magica, un racconto infarcito di storia, poesia, nozioni scientifiche. Immagini “L’Epomeo incantato”, che incanta i visitatori.

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Franco Borgogna

Franco Borgogna

Giornalista "glocal" e' la mia ambizione, un indagatore della società locale, consapevole che Ischia e' parte di un mondo dai confini vasti e che ciò che succede nel mondo globale si riverbera sull'isola così come le sorti del patrimonio naturale e culturale di Ischia riguardano il mondo intero.