RICOSTRUZIONE E RIGENERAZIONE CREATIVE PER ISCHIA
In questi giorni, partecipando ad incontri e confronti pubblici o ristretti, ho maturato alcune convinzioni su come Ischia possa, in tempi brevi, e non alle calende greche, ricostruire e rigenerarsi. E così come l’imperatore Augusto usò l’espressione “Ad kalendas graecas soluturos” (per dire che “i debitori non pagheranno mai”, in quanto le calende esistevano per i romani ma non per i greci) allo stesso modo, ipotizzare grandi pianificazioni, impalcature istituzionali complesse, transizioni ambiziose a parole ma frenanti nel concreto, serve a poco. E’ per questo che sono sostenitore del Commissario Straordinario Legnini, che sta attuando una strategia ricostruttiva fantasiosa e sperimentale quanto concreta e realistica. In assenza di un preciso quadro normativo sulle modalità di ricostruzione post calamità, sta inventandosi procedure e rimedi creativi che fanno giurisprudenza e creano precedenti. Nell’ultima conferenza pubblica, nella quale ha presentato due portali digitali innovativi per mappare il territorio ed interloquire in tempo reale con tutti i portatori di interesse della ricostruzione, gli ho chiesto se per lui rappresentasse un problema il recente disegno di legge, approvato di recente dal Consiglio dei Ministri (5 dicembre) che passa sotto il nome di Codice della Ricostruzione ,che accentra le linee direttive della ricostruzione e uniforma le procedure su tutto il territorio nazionale, Legnini mi ha risposto di non temerlo, anche perché i tempi di attuazione di questo disegno sarà lungo (manca la legge di attuazione) e poi perché egli stesso aveva lavorato ad un dossier di suggerimenti e proposte al Governo. Poi, però, tra parentesi, ha aggiunto che si valuterà l’impatto di questa decisione governativa quando il nuovo quadro normativo sarà esplicitato e, allo stesso modo, sulla questione del rinnovo della sua carica di Commissario alla Ricostruzione dei Comuni isolani, si è detto sereno, in quanto è stato prorogato in qualità di Commissario delegato, carica che è comunque collegata con quella di Commissario Straordinario, ma poi ha concluso “io faccio quello che il Governo decide”. Mi permetto di ritenere che non è tranquillizzante la mancanza di un’esplicita conferma e proroga della carica di Commissario Straordinario alla Ricostruzione dell’isola e non è tranquillizzante un accentramento nell’ambito del progetto Casa Italia. Quest’ultima è una cornice per la “ prevenzione” dei rischi da calamità, non per la “ricostruzione”; e per la ricostruzione c’è bisogno di chi s’impossessi in breve tempo della conoscenza del territorio colpito e, quanto alla necessità di applicare criteri uniformi su tutto il territorio nazionale, una cosa è l’equità di investimenti, altro è la differenziazione di strategia ricostruttiva (per esempio, Ischia, a differenza di altre zone, è stata danneggiata doppiamente da sisma e collasso idrogeologico), Torniamo dunque alla creatività della ricostruzione di Legnini: ha giustamente detto, nell’ultimo incontro, che se è vero che la Regione tarda ad approvare il Piano di Ricostruzione, senza il quale non si può certo attuare un Piano di delocalizzazione forzosa, è vero anche che è in atto un confronto-scontro con l’Autorità di Bacino, che è stata invitata da Comuni e Commissariato Straordinario a rivedere l’eccessiva estensione della zona rossa. Si spera comunque che tale Piano regionale venga varato entro marzo-aprile 2024. Però – è questo l’invito di Legnini – i cittadini, nel frattempo, non stiano fermi. Per chi volontariamente decide di lasciare la propria casa, ritenuta insicura, individui una casa, un appartamento alternativo e faccia almeno una domanda preliminare per sapere quanti soldi ricaverebbe dallo Stato per rinunciare alla propria casa. E decidano anche di costituire cooperative di condomini, pronti ad accettare l’idea di andare a coabitare in grandi stabili dismessi e da riadattare (ci sono, allo stato, ben nove offerte di stabili in vendita) . Mi permetto, però, di dare un suggerimento a Legnini: non è giusto caricare il cittadino, che deve o vuole delocalizzare, l’onere di individuare l’abitazione da comprare e che abbia i requisiti della regolarità urbanistica e il giusto prezzo. Ci vuole un supporto e chi, meglio delle Agenzie immobiliari isolane, può farlo? Ma non agenzie interpellate singolarmente dal cittadino che cerca una casa alternativa. Il Commissario può convocare le Agenzie immobiliari più significative, invitarle a collaborare, far loro capire che nel riconoscimento del 130% di ristoro, rientra ampiamente anche il costo di intermediazione immobiliare e, in una visione globale e incrociata (non dunque in rapporto singolo cittadino-singola agenzia) sarà molto più facile trovare soluzioni per tutti. E’ necessaria una “moral suasion” di Legnini, ma anche dei Comuni interessati, sulle Agenzie immobiliari. Oltre all’individuazione della casa alternativa, ci sono opzioni allettanti, tra cui – è un dato nuovo – la possibilità, avendo un terreno a disposizione in altre parti dell’isola, di potervi costruire una casa alternativa con i soldi ricavati dalla cessione allo Stato della casa che si abbandona. Ovviamente la Soprintendenza sarebbe ben lieta di approvare un progetto che non aggiunge consumo di suolo. Si demolisce da un lato e si costruisce altrove. Addirittura si sta riflettendo (con i Comuni di Casamicciola, Lacco Ameno e Forio) sulla possibilità di riconoscere economicamente anche la delocalizzazione fuori dell’isola, Vale a dire che ci sono diversi casi di seconde case danneggiate, i cui proprietari possono avere interesse a sostituirle con case in terraferma. Questo alleggerirebbe anche spazi e cubature sull’isola. A questo punto Il Comitato popolare per la Rigenerazione dell’Isola Verde (CO.RI.VERDE) ha considerato che quando non ci sarà più il Commissariato Straordinario alla Ricostruzione (fra tre anni, fra cinque?) si creerebbe un vuoto di gestione unitaria dell’emergenza sull’isola. Ecco allora la proposta (che ha già raccolto oltre 1.000 firme di adesione): creazione di un PARCO REGIONALE PROTETTO DEL MONTE EPOMEO, che di fatto diventerebbe l’Ente gestore della Rigenerazione dell’isola. “Fantasia rigenerativa” che andrebbe ad aggiungersi alla “fantasia ricostruttiva” di Legnini. Il problema è: avranno la stessa fantasia e creatività gli amministratori locali? Qualche Sindaco ha già manifestato la propria convinta adesione. Si cercherà di convincere anche gli altri della “suggestione” dell’idea di Parco Regionale. Sarebbe un piccolo atto rivoluzionario che sommerebbe tre importanti requisiti: il rafforzamento della sicurezza del territorio, con il monitoraggio e cura costante del Monte, dal quale si dipartono smottamenti e collassi idrogeologici che provocano disastri a valle; la preservazione della natura e del patrimonio floro-faunistico nonché del patrimonio archeologico rupestre; infine la gestione unitaria isolana con l’Ente Parco, nel quale gli amministratori locali, le Associazioni ambientaliste, i coltivatori diretti avrebbero un ruolo determinante. Ecco la fantasia: un Ente Parco che subentra, supplisce e continua l’opera di ricostruzione e rigenerazione avviata dal Commissariato Straordinario alla Ricostruzione.

