LE SCUOLE D’ISCHIA, L’ANPI E L’UMANESIMO

LE SCUOLE D’ISCHIA, L’ANPI E L’UMANESIMO

Sabato 12 aprile, nella Sala convegni del MUDIS (Museo Diocesano), si è tenuto un interessante incontro organizzato dalla sezione ischitana dell’Associazione Nazionale Partigiani Italiani. L’incontro, guidato dalla Presidente della locale sezione ANPI, Nancy Carcaterra, ha visto la partecipazione di alcune classi delle tre scuole: Istituto Tecnico Statale Enrico Mattei di Casamicciola, Liceo Buchner di Ischia e Istituto Statale di Istruzione Superiore Cristofaro Mennella. I ragazzi hanno fornito tre diverse e apprezzabili performance nel dare una loro interpretazione della Costituzione Italiana.

Tra gli interventi che hanno preceduto le performance degli studenti, Lina D’Onofrio ha illustrato il valore di due parole: “rammentare” e “ricordare”, apparentemente equivalenti ma che originano da due diverse sedi: “rammentare” è un atto eminentemente razionale, mentre “ricordare” è un atto – come dice la parola stessa – del cuore, del sentimento, della passione. E affinché i ragazzi introiettino i valori della Storia, occorre il contributo di entrambe le componenti: cuore e cervello. Per ravvivare continuamente il valore della difesa della libertà, di fronte a qualsiasi tentativo di comprimerla, come capitò col nazifascismo, e per rendere operativa la bella Costituzione Italiana, non basta porre mente alla storia, serve anche metterci passione.

E il relatore principale, Ciro Raia, che è stato Preside scolastico per molti anni e che è Presidente Provinciale dell’ANPI, trasudava passione nel suo intervento. Nessun sentimento di odio si leggeva nelle sue parole, nessuna voglia di conflitto. Solo la sottolineatura di un’importante distinzione tra “guerra” che è atto offensivo e aggressivo ed è quello che la Costituzione ripudia e “lotta” che invece riguardala difesa strenua della libertà e autonomia del proprio Paese. E’ estremamente importante che la Scuola si sia aperta a questo confronto con l’ANPI, in tempi politici molto difficili. In realtà – ne ho parlato, dopo il convegno – con la brava Lina D’Onofrio, si percepiva un po’ di timore, nei relatori e nei professori, a estendere la discussione sull’attualità; la remora di poter essere accusati (oggi la polemica è sempre all’ordine del giorno) di strumentalizzazione politica e cosicché si è evitato ogni analogia tra fenomeni del passato e odierni rigurgiti non solo in Italia, ma anche in Europa e nel mondo.

Questo accostamento tra principi fondanti della Costituzione e Scuola deve però trovare continuità e approfondimento. Mi auguro, in particolare, che in futuro si focalizzi l’attenzione sul diffondersi della violenza (in tutte le sue coniugazioni, dalla famiglia alla scuola, ai campi di calcio, ai social) nell’attuale società. E partirei dalla lettura e studio di due nuovi importanti saggi, involontariamente confluenti: “Ritrovare l’umano” di Massimo Lapucci (manager esperto di economia e finanza) e Stefano Lucchini (Dirigente di Intesa SanPaolo) e  “ L’arte di diventare umani – Quattro lezioni sulla crisi della nostra epoca” di Rob Riemen (fondatore dell’Istituto olandese Nexus). Il primo testo sottolinea l’ipocrisia di una finta sensibilità ambientale, che coinvolge soprattutto un certo mondo imprenditoriale che si ammanta di sigle apparentemente di sostenibilità come ESG (environmental, social, governance) ma che in realtà non incidono per niente nella effettiva riduzione di impatto ambientale. I due esperti propongono di creare un’altra sigla (da rispettare) ESGH, dove l’H aggiunta sta per healt (salute), human (umano), happiness (felicità). Serve, insomma, un nuovo Umanesimo, un bilanciamento tra profitto ed esigenza di benessere e felicità. Le 4 lezioni di Rob Riemen, invece, si possono così riassumere, al fine di combattere la profonda crisi in cui si dibatte la nostra epoca:

a) lezione di vita rappresentata dalla guerra;
b) inganni della stupidità e chiave per smascherarli;
c) opporsi, con coraggio, all’ingiustizia;
d) la forza dell’ispirazione che salva dalla paura.

Ed esplora grandi pensatori del passato, da Socrate a Thomas Mann, da Zola a Bulgakov, per spiegarci come evitare l’omologazione e farsi catturare da falsità e superficialità. Il libro vuole essere una bussola, in particolare per i giovani. E’ quello che dovremmo continuare a fare in un confronto costante con scuola e studenti. All’interno della Scuola, certo, ci sono i professori che contribuiscono a formare gli studenti ma la complessità del mondo attuale è tale da richiedere un allargamento di orizzonti e di sorgenti formative.

582 Visualizzazioni
Franco Borgogna

Franco Borgogna

Giornalista "glocal" e' la mia ambizione, un indagatore della società locale, consapevole che Ischia e' parte di un mondo dai confini vasti e che ciò che succede nel mondo globale si riverbera sull'isola così come le sorti del patrimonio naturale e culturale di Ischia riguardano il mondo intero.