NON SOLO LA FORNAIA MA ANCHE DUE COMPAGNI DEL PMLI IDENTIFICATI DALLA DIGOS. SIAMO ARRIVATI GIÀ A TANTO?

NON SOLO LA FORNAIA MA ANCHE DUE COMPAGNI DEL PMLI IDENTIFICATI DALLA DIGOS. SIAMO ARRIVATI GIÀ A TANTO?

Gianni Vuoso*

Nel mirino della Digos non solo la fornaia che ha affisso fuori il suo negozio lo striscione sul quale ha scritto che l’antifascismo è buono come il pane, ma anche i compagni del PMLI che in Piazza della Signoria issavano le insegne del partito durante la manifestazione pubblica del 25 Aprile. Tanto è vero che a loro e solo a loro- come recita un comunicato del PMLI- gli agenti della Digos hanno chiesto i documenti per identificarli. Perché? Siamo giunti già a tanto?

“Un’azione mirata, di chiaro stampo repressivo ed intimidatorio, e gravissima anche per il contesto nel quale si è realizzata, nel giorno simbolo della libertà nel nostro Paese.

L’azione- continua il comunicato dei marxisti-leninisti-  è stata certamente anche una risposta delle “forze dell’ordine” di Piantedosi alle posizioni del PMLI, sintetizzate nel cartello che i compagni tenevano ben alto assieme alla bandiera, e diffuse negli ultimi giorni anche da alcuni media locali.”

Quanto è accaduto a Firenze dimostra che la posizione del PMLI è più che giusta e l’appello di “liberare l’Italia dal regime capitalista e neofascista di Meloni” con la piazza è più urgente che mai.

Il comunicato del PMLI conclude con la massima fermezza: “Le partigiane e i partigiani ai quali oggi rendiamo onore non si scoraggiarono di fronte a un regime spietato e armato fino ai denti; per quanto ci riguarda, prendendo ispirazione anche da loro, non ci facciamo di certo intimidire da azioni come questa e proseguiamo diritti sulla strada dell’antifascismo militante e verso il socialismo.

Non un passo indietro.”

Una posizione estremamente chiara che si contrappone alle posizioni di un’opposizione e di una cosiddetta sinistra che ormai ha scelto di crogiolarsi nelle chiacchiere, per conquistare le posizione di un centro asfittico, ma per rinnegare le giuste rivendicazioni di un proletariato sempre più schiacciato dalla propaganda fascista, dall’arroganza di una estrema destra tollerata e coccolata dal governo della Meloni e dai suoi esponenti. Non siamo soli ad esprimere tali posizioni. Di giorno in giorno aumenta il dissenso, l’insoddisfazione di quanti ritengono questa “sinistra” e questa opposizione incapace di contrastare il neofascismo e di buttar giù la Meloni. Così come aumenta il numero di coloro che condividono la nostra scelta di astenersi dal voto ma non dalla lotta, perché il popolo non riuscirà mai a conquistare il potere a livello parlamentare. Può farlo solo con la piazza.

  • Segret. Cellula “Il Sol dell’Avvenire” del PMLI isola d’Ischia
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Redazione

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