COSÌ SALUTANO L'ESTATE UNA LETTERA D'AMORE ALLA NOSTRA BELLA ISOLA
Ogni volta che prendo la nave sento alla bocca dello stomaco riaprirsi qualcosa che per il resto dell’anno è rimasto chiuso, come se solo questo mare avesse le chiavi. L’isola è una donna è geologicamente femmina, sa essere dolce ed aspra, pensi di conoscerla e dopo ti sfugge, credi che sia tua e ti accorgi che è stata di altri e ti ferisce. È una lotta infantile che si erge con gli altri amanti, tutti a far sapere quanto la si conosce, quanto lei ti ha svelato di se’…. Conosco imprenditori e seri professionisti che cambierebbero le loro vite con quelle dei contadini della zona pur di sentire di appartenerle… è un continuo gioco a rincorrerla durante l’anno.
Sulla nave che mi riporta a terra dopo averla amata, noto il mare che si increspa, gli occhiali scuri della gente nascondono le rughe di malinconia che hanno sul viso al ritorno, i rumori adesso iniziano ad essere duri, riconoscibili: motori, ruote di valige sull’asfalto sembrano svegliarmi. Ormai ci sono però come abituato, so resistere all’aggressione, perché so che tornerò, che non è stato un caso amarla, che tenterò ancora presto di sedurla, perché lei vive dell’amore di tutti i suoi amanti, ed io resterò comunque geloso di lei….


