LA STORIA DEL GIORNALISMO ISOLANO NEL NUOVO LIBRO DI BENEDETTO VALENTINO

LA STORIA DEL GIORNALISMO ISOLANO NEL NUOVO LIBRO DI BENEDETTO VALENTINO

Pregevole il libretto (solo 120 paginette ma dense di notizie storiche inedite, nomi, dati, elenchi di giornali) scritto da Benedetto Valentino che, da appassionato di storia locale ha compiuto un deciso passo avanti verso lo storico effettivo, approfittando della sua passione e conoscenza del settore del giornalismo. Il libretto s’intitola “Massoneria e giornalismo nell’isola d’Ischia dalle origini al fascismo”. Qui non parleremo della massoneria (Parte II del libro) bensì del giornalismo locale, perché, per quanto intrecciate siano le due materie, meritano di essere raccontate e analizzate singolarmente in maniera approfondita.

Paradossalmente, emerge da un lato quanto Ischia e l’area flegrea abbiano in comune: storia, archeologia, geologia, religione, traffico marittimo, istituzioni, collegi elettorali; e quanto, nel contempo, Pozzuoli e Ischia abbiano una connotazione politica diversa se non opposta. Pozzuoli è operaia, di sinistra. Ischia è agricola conservatrice, di centro destra (tranne eccezioni come i foriani Domenico D’Ambra e Luigi Patalano) e tranne l’esistenza di Società di Mutuo Soccorso. La spiegazione è che Pozzuoli e l’area flegrea, già nel 1886, ebbero un primo insediamento industriale con la fabbrica inglese Armstrong, costruttrice di cannoni e concorrente della Krupp. E poi sappiamo la storia dell’Italsider e dell’Olivetti. Quindi è normale che prevalessero giornali di sinistra e di appoggio alla classe operaia, come appunto l’organo di informazione “L’operaio” che attaccava il conservatore onorevole Michele Mazzella. A Ischia invece era molto attiva la Chiesa conservatrice e quindi giornali come “La Voce della Verità” col doppio senso di Verità informativa e Verità di Fede. Testate dei primi anni del 1900 furono “La “Luce”, “La Voce del Popolo””, “La Vittoria”, “La Nuova Maggioranza”, “Il Corriere d’Ischia, tutti orientati per la conservazione. Poi c’erano i giornali a scopo turistico promozionale come “Porto d’Ischia” che reclamizzava in particolare le Terme Comunali d’Ischia o “Ischia” della Pro Ischia di Cristofaro Mazzella, con sede in via Pontano 6. Dove si vendevano i giornali a Ischia? C’erano edicole? Generalmente si trovavano nelle tabaccherie e per abbonamento tramite posta. Un salto di qualità nel giornalismo ischitano ci fu con Giovanni Napoleone e col settimanale “Il Corriere delle isole” da lui fondato il 14 agosto del 1898. Fu un organo di cronaca e informazione completo e importante in un momento economico difficile per l’isola e per gli agricoltori, assillati dalla filossera e peronospera. Il giornale si estendeva a Ventotene, Capri, Procida e Pozzuoli. Curiosità di questo giornale è che, per la prima volta, venivano pubblicate previsioni del tempo ad opera del prof. Giulio Grablovitz, dell’Osservatorio di Casamicciola. Nel 1901 cambiò la testata del giornale che diventò “Il Corriere del Golfo”. Questo giornale affrontò anche il tema del divorzio, con notevole anticipo sui tempi. Cessato, nel 1906, il Corriere del Golfo, Napoleone fondò “L’isolano” e nel 1911 il periodico “Enaria”. Un anno dopo diede vita a “La Riscossa”, quindicinale con una redazione strutturata, che vedeva la partecipazione, tra gli altri, di Gabriele Salvatores (nonno dell’attuale regista cinematografico). Napoleone, in forza della sua ascendenza giornalistica, riusciva ad orientare la politica locale, favorendo l’elezione dell’avvocato Antonio Scialoia contro il deputato Michele Mazzella.

Un altro ischitano, Giovanni Messina, con articoli incalzanti denunciava su “Il Pungolo”, accendendo l’attenzione pubblica, le malefatte dell’amministrazione d’Ischia, capeggiata da Mazzella, definendole “Cleptomanzia ischitana”. Notevole fu anche il contributo del giornalismo di Casamicciola. Nel 1905 c’era il quindicinale “Casamicciola” di Nicola Fittipaldi (napoletano), diventato poi, con cambio testata, “L’Isola d’Ischia termale”. A Ischia, il 1 agosto del 1910 uscì il primo numero di “Il Gerone” di Nicola Mattera e Ugo Lauro. Chiaramente schierato contro il giornale conservatore-religioso di Onofrio Buonocore e anche contro “Riscossa” di Napoleone. Il Gerone si batté contro il degrado del Pio Monte della Misericordia di Casamiccola, contro i disservizi degli uffici postali e contro l’insufficienza delle società di navigazione. A Barano, il giornale “L’Ora baranese” ospitava articoli dell’assessore Goacchino Romeo. Nell’isola non mancarono nemmeno i giornali satirici, uno su tutti “La Pippa”. Una cesura fu rappresentata dalla prima guerra mondiale; nel 1915 chiusero “La Vedetta del Golfo”, “La Riscossa” e “Il Gerone”. Dal 1918 iniziò la ripresa del giornalismo locale con tante altre testate. Che cosa possiamo dedurre dalla nostra ricca tradizione di giornalismo locale? Che la sottovalutazione, in qualche caso denigrazione, dell’attuale giornalismo locale, è ingrata ed ingiusta. Non tiene conto delle difficoltà di fare giornalismo senza editori puri che mettano fondi a disposizione, senza collaboratori regolarmente stipendiati. E’ ingrato non riconoscere che in alcuni c’è passione civile genuina. Certo, con mille limiti, con qualche remora, con incertezze derivate da un potere economico e politico dominante e condizionante. Eppure costituisce un’alternativa al silenzio o anche al rumore e all’odio che sprizza sui social. Forse, e su questo dovremmo riflettere, dovremmo maggiormente seguire l’esempio dei giornali locali del passato, che non avevano perplessità a schierarsi, se non nel senso di partito politico, almeno sui grandi temi e le grandi opzioni socio economiche. Meglio, molto meglio, che un giornale o Tv professi apertamente i propri orientamenti anziché fingere una neutralità impossibile. Del resto, guardando il panorama nazionale, chi si sente di affermare che quotidiani, telegiornali, talk show, non abbaino una loro precisa etichetta politica? Ce l’hanno, l’importante è saperlo ed essere capaci di affrancarsene, formandosi un proprio autonomo convincimento.

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Franco Borgogna

Franco Borgogna

Giornalista "glocal" e' la mia ambizione, un indagatore della società locale, consapevole che Ischia e' parte di un mondo dai confini vasti e che ciò che succede nel mondo globale si riverbera sull'isola così come le sorti del patrimonio naturale e culturale di Ischia riguardano il mondo intero.