MANCA UNA POLITICA ISOLANA PER I GIOVANI

MANCA UNA POLITICA ISOLANA PER I GIOVANI

Alcuni avvenimenti di questi giorni (provvedimenti delle autorità di polizia contro locali su spiaggia o sul mare, non abilitati all’intrattenimento, a balli e musica) ci impongono di analizzare la ricaduta sui giovani residenti e turisti giovani. Lasciamo stare l’intolleranza ingiustificata di qualche operatore economico, colto in difetto. Lasciamo stare le contumelie verso i collaboratori dei giornali locali, che vengono spregiativamente qualificati “giornalai” (peraltro meritevole categoria, purtroppo in estinzione per la crescente incapacità di lettura su carta) più che il destino di questi locali, che non può che essere quello di esercitare la loro attività rispettando le norme; a noi tocca analizzare le ricadute sui giovani residenti, che hanno il diritto di divertirsi e le conseguenze sui potenziali turisti giovani, che vorrebbero tornare o visitare Ischia la prima volta.

I giovani amano in particolare la musica, il ballo. A Ischia ci sono le condizioni affinché essi possano soddisfare i loro desideri? No, per una serie di ragioni. Provo ad elencarle: – crescita dell’isola senza programmazione; – disattenzione della classe amministrativa verso le esigenze giovanili; – politica turistica da rendita di posizione e ignara dei trend e delle evoluzioni dei nuovi flussi turistici internazionali. La mancanza di Piani Regolatori (quando ci sono stati, si è pensato solo al numero di camere d’albergo, alle piscine termali, all’edificabilità di case e ville, mai a strutture e infrastrutture per una politica giovanile).

Certo, lo stadio, il campo da tennis, la piscina comunale, il campetto da basket ci sono e aiutano, ma più per soddisfare il tifo sportivo per la squadra principale del paese che per allargare la platea dei fruitori; certo, per consentire il nuoto, il basket, il tennis, ma spesso a pagamento o privilegiando questa o quella Associazione sportiva rispetto ad altre, in base alla vicinanza al potere. Mai ci si è preoccupati di prevedere strutture pubbliche o private per dare sfogo a un diffuso desiderio di musica e balli dei giovani, a prescindere da ogni appartenenza.

E’ vero, nel corso degli anni, a partire dagli anni del boom economico, i privati avevano creato sale per musica e balli, alcune delle quali sono state costrette a chiudere i battenti, per un semplice motivo, perché in assenza di destinazione di Piani Regolatori, erano sorti spontaneamente in pieno centro urbano, in sottoscale, in locali non pienamente rispondenti alla salubrità dei fruitori né tanto meno in linea con i livelli tollerabili di sonorità. Motivo per cui sono state inventate riconversioni a discoteche di locali improbabili e inidonei, stabilimenti balneari o similari, senza che ricorressero i requisiti di sicurezza e agibilità.

L’anno scorso c’è stata una nuova tendenza che, a mio avviso, traccia la strada giusta: gli eventi open air, in una pineta, in uno spazio all’aperto, comunque lontano dal centro cittadino. Anche qui però ci vuole attenzione e ordine: la pineta va rispettata, non devastata; lo spazio all’aperto per quanto lontano dal centro ha comunque delle abitazioni nei pressi, stante la massiccia antropizzazione di boschi e pinete. La soluzione pertanto è la “location itinerante”, ovvero un continuo spostare i luoghi di eventi da una parte all’altra, da un Comune all’altro, per evitare che il fastidio possa insistere sempre verso le stesse case e le stesse famiglie. Questo presuppone che agiscano, in perfetta sintonia, i bravi organizzatori locali di eventi, con le Amministrazioni locali, attraverso la preparazione di un calendario isolano intelligente, distribuito, regolato. Collateralmente, le società pubbliche e private di trasporto devono organizzare servizi di collegamento, andata e ritorno, e a prezzi contenuti, ad evitare che la mobilità individuale sia fattore ulteriore di disturbo alla collettività e per evitare incidenti stradali notturni.

Ultima necessità: organizzare servizi d’ordine autonomi con giovani che abbiano capacità empatiche e di moral suasion verso i coetanei clienti. Voglio citare un esempio virtuoso di politiche giovanili: l’Emilia Romagna, tradizionalmente meta di giovani, ha nominato Claudio Cecchetto, disk jochey e talent scout, ambassador della Regione. In tale veste e, in collaborazione con i giovani figli Jody (conduttore televisivo e radiofonico) e Leonardo (DJ) organizzerà una serie di eventi musicali (ma non solo) per attrarre turismo giovanile, a partire dalla Notte Rosa. Mi ha colpito in particolare una riflessione di Cecchetto a riguardo della musica e i giovani. “I giovani oggi mettono in primo piano le parole più del suono, per questo i rapper hanno successo”. Questo è importante, perché denota attenzione e aggiornamenti sui gusti giovanili. A noi tutto questo manca! Naturalmente il richiamo per il turismo giovanile non si esaurisce con gli eventi musicali; oggi i giovani amano anche l’ecologia, la montagna, i sentieri, l’agriturismo, le fattorie didattiche, l’enogastronomia, il buon vino, le birre artigianali; amano il welness, la bellezza, la cura del corpo, l’estetica e tutte le forme di sport a terra, in acqua, a cavallo, in mountain bike, lo skateboard, il surf, la vela, lo snorkeling e tante altre forme sportive. Ischia deve fare una scelta tra Turismo giovanile e Turismo anziano? Niente affatto! La nostra isola può puntare ad una gamma infinita di segmenti turistici, che peraltro amano periodi diversi, forme diverse di ricettività, locali diversi, cibi diversi, spettacoli diversi. C’è però una esigenza comune che non viene rispettata attualmente: l’informazione turistica. Passeggiando a piedi, come è mia abitudine, ascolto quotidianamente turisti che vagano incerti alla ricerca delle varie attrattive dell’isola, senza che un albergo, un ufficio informazioni, li indirizzi, gli dia le coordinate storiche, artistiche, naturali, archeologiche e geologiche del luogo.

Tutti sanno l’esistenza del Castello Aragonese, ma ne hanno una conoscenza superficiale, che rimane tale anche dopo aver effettuato la visita. Esistono guide turistiche autorizzate ma non sono comprese nel prezzo di ingresso. Senza l’ausilio di guide e col solo foglietto illustrativo distribuito alla cassa, non rimane nessuna nozione di storia, di cultura. Dopo la visita al Castello capita ai turisti di scorgere, nel Piazzale Aragonese, una bella scultura della testa di Vittoria Colonna. Nella targhetta sottostante compare il nome dell’artista e il titolo dell’opera, nulla viene detto del valore storico letterario di Vittoria Colonna.

Motorette e taxi propongono ai turisti a 80-100 euro il giro dell’isola, ma quanti di essi sono in grado di dare un minimo di informazioni corrette? I turisti, soprattutto stranieri, si dirigono sull’Epomeo, vanno verso la vetta e trovano un Museo Contadino, isolato dal contesto, che apre a sprazzi e se non hanno la ventura di fermarsi alla bottega-ristorante di Miscillo, se ne tornano digiuni di informazioni su vegetazione, fauna, storia, tradizioni agricole, archeologia rupestre del Monte Epomeo. E pensare che il CAI (Club Alpino Italiano) aveva proposto di gestire l’eremo come fa brillantemente in tante montagne italiane. Come si spera, in tal modo, di incentivare il turismo giovanile che, girando il mondo, è abituato ad un flusso di informazioni enorme? Certo a Ischia si aiutano con Google, ma la rete può trasmettere anche la passione? La sensibilità, le emozioni esperienziali?

762 Visualizzazioni
Franco Borgogna

Franco Borgogna

Giornalista "glocal" e' la mia ambizione, un indagatore della società locale, consapevole che Ischia e' parte di un mondo dai confini vasti e che ciò che succede nel mondo globale si riverbera sull'isola così come le sorti del patrimonio naturale e culturale di Ischia riguardano il mondo intero.