REFERENDUM, GENNARO SAVIO: VOTIAMO SI PER BOCCIARE LA VERGOGNA DEL JOBS ACT DI MATTEO RENZI

REFERENDUM, GENNARO SAVIO: VOTIAMO SI PER BOCCIARE LA VERGOGNA DEL JOBS ACT DI MATTEO RENZI

Nel silenzio assordante delle forze politiche e sociali più reazionarie del nostro Paese che puntano al fallimento del referendum, il prossimo 8 e 9 giugno 2025 il popolo italiano è chiamato ad esprimersi su cinque quesiti referendari di cui quattro relativi al mondo del lavoro e uno riguardante il diritto alla cittadinanza dei cittadini stranieri.

Si tratta purtroppo di una battaglia che potremmo definire di retroguardia in quanto non punta all’ottenimento di nuovi diritti, ma mira a restituire alla classe lavoratrice italiana una parte di quei diritti che nel 2016 il governo guidato dall’allora Segretario del Partito Democratico, Matteo Renzi, attraverso la famigerata controriforma del mondo del lavoro denominata “Jobs Act”, cancellò dallo Statuto dei Lavoratori. Tra le varie tutele cancellate vi era quella che non consentiva ai datori di lavoro di poter licenziare i propri dipendenti senza una giusta causa.

LE QUATTRO SCHEDE RIGUARDANTI I REQUISITI SUL MONDO DEL LAVORO

QUESITO N.1 – SCHEDA VERDE

Mentre attualmente nelle aziende con più di 15 lavoratori, il dipendente licenziato senza giusta causa può non essere reintegrato e ha diritto solo ad un risarcimento economico, votando SI i lavoratori licenziati senza un giusto motivo potranno essere riassunti.

QUESITO N.2 – SCHEDA ARANCIONE:

Mentre oggi nelle aziende con meno di 16 dipendenti, in caso di licenziamento illegittimo un dipendente al massimo può ottenere 6 mensilità di risarcimento, una miseria rispetto alla perdita del posto di lavoro subita, votando SI il giudice non dovrà sottostare a nessun limite massimo nel determinare il risarcimento economico per il dipendente licenziato.

QUESITO N.3 – SCHEDA GRIGIA

Mentre attualmente i rapporti di lavoro a termine possono essere instaurati, prorogati e rinnovati fino a 12 mesi senza alcuna ragione produttiva che giustifichi la temporaneità, votando SI sarà reintrodotto l’obbligo di indicare una causale produttiva che giustifichi la temporaneità del rapporto di lavoro.

QUESITO N.4 – SCHEDA ROSSO MAGENTA

Votando SI, in caso di incidenti sul lavoro che si verificano in cantieri dati in subappalto, la responsabilità viene estesa anche all’imprenditore committente, appaltante dei lavori o dei servizi.

INTEGRAZIONE DEI CITTADINI STRANIERI

QUESITO N.5 – SCHEDA GIALLA

Votando SI i cittadini stranieri dopo 5 anni di residenza nel nostro Paese potranno fare richiesta di cittadinanza italiana.

Così come sottolineato in premessa, i suddetti referendum rappresentano una battaglia di retroguardia della classe lavoratrice italiana che non per questo, però, non va combattuta e vinta. Il “Jobs Act” andava contrastato e sconfitto nelle piazze già nel 2016 ma la cultura borghese e capitalista dei sindacati padronali del nostro paese (che solo per mero opportunismo hanno promosso i referendum) e l’assenza di un forte e coerente partito comunista, non consentirono, di fatto, alle lavoratrici e ai lavoratori italiani di portare avanti una decisa lotta di classe. Personalmente, nel condannare la politica padronale ed antioperaia dei sindacati di regime, CGIL, CISL, UIL, UGL e loro simili, dei falsi partiti comunisti e dei partiti del centrosinistra borghese e capitalistico come il Partito Democratico e simili, invito la classe lavoratrice italiana a recarsi alle urne, domenica 8 e lunedì 9 giugno 2025, e votare SI ai cinque quesiti referendari. Naturalmente senza farsi troppe illusioni ma con la consapevolezza che recarsi alle urne per i referendum, attualmente equivale soprattutto ad un atto di Resistenza contro l’avanzare in tutta Europa delle destre guerrafondaie e della sopravvivenza dei falsi partiti comunisti e di quelli della sinistra borghese e capitalistica che da sempre rappresentano un grosso ostacolo al riscatto delle masse popolari sfruttate e vittime di miseria e diritti negati. Il riscatto della classe lavoratrice italiana non passa certo attraverso un referendum di retroguardia, ma attraverso la costruzione di un forte e coerente Partito Comunista che possa battersi per il miglioramento sin da subito delle condizioni di vita della classe lavoratrice e lavorare, in prospettiva, alla costruzione della società socialista basata sulla pace e sull’uguaglianza economica e sociale di tutti i cittadini. E questo nel nome e nel ricordo imperituro di mio Domenico Savio, fondatore del Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista.

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Gennaro Savio

Gennaro Savio

Attraverso la mia attività politica, sociale e giornalistica cerco con impegno ed umiltà di dare quotidianamente voce ai senza voce e agli sfruttati dell’infame società capitalistica. Per migliorare sin da subito le condizioni di vita delle masse popolari e per costruire, in prospettiva, un mondo migliore basato sui valori della pace e sull’uguaglianza economica e sociale di tutti i cittadini.