Il piano segreto secondo “il Giornale”: 7000 militari per reprimere il Sud

Il piano segreto secondo “il Giornale”: 7000 militari per reprimere il Sud

Secondo il Giornale, sarebbero in arrivo 7 mila militari per evitare disordini creati dalla criminalità organizzata e dai migranti al Sud

In un clima nazionale davvero drammatico, dove la Regione più colpita, anche in termini di decessi e di vite umane appese al filo delle terapie intensive, è una Regione del Nord, “Il Giornale” ha inteso dare il proprio contributo all’informazione con un articolo pretestuoso e carico di stereotipi, tutto volto alla narrazione, ancora una volta, di un Sud criminale e indisciplinato da reprimere.

Scrive Biloslavo sul Giornale: «il virus potrebbe contagiare un totale di 92mila persone, secondo le stime governative. E provocare una situazione estremamente grave per quanto riguarda l’ordine pubblico (…) soprattutto al Sud, dove si prevede un aumento dei contagiati. Le zone a rischio virus e disordini sono le grandi città come Bari, Napoli, Caserta. Basta analizzare la densità di abitante per chilometro quadrato».

Il Giornale non riporta né una conferenza stampa né un comunicato istituzionale, parla semplicemente di informazione appresa da una “fonte in prima linea”. L’informazione sarebbe l’impiego delle Forze Armate per reprimere, letteralmente, possibili rivolte di migranti e criminalità organizzata presenti nel Mezzogiorno, che potrebbero creare una situazione di grave disordine nel paese. Addirittura prevede che a Napoli, “essendo città di mare”, venga impiegata la Marina Militare.

Lo spunto del “piano segreto” che il Giornale avrebbe svelato è, in realtà, molto probabilmente un ricamo in malafede delle richieste di due Governatori del Sud, Musumeci e De Luca, che hanno più volte espresso al Governo centrale la sensazione che l’impiego delle Forze Armate potesse risolvere la situazione di controllo che, ad oggi, risulta difficoltoso sul territorio nazionale. Bisognerebbe ricordare al Giornale che le situazioni incontrollate, e le fughe dalle zone rosse hanno riguardato prevalentemente le regioni del Nord, colpite (purtroppo) duramente da questa epidemia e dall’emergenza sanitaria conseguente.

E che non c’entrano nulla i migranti o le criminalità organizzate con le richieste dei Governatori della Regione Sicilia e della Regione Campania. Le fughe e le insofferenze derivanti dai decreti restrittivi che abbiamo potuto osservare, sono state consumate dove, ufficialmente, la criminalità organizzata non esiste.

Al Sud, e soprattutto in quella città di mare che fa addirittura invocare la Marina Militare, le strade sono deserte, le persone in casa, il clima complesso, come per tutti, ma coscienzioso. L’esercito andava invocato quando una bozza di decreto fatta circolare in maniera sinistra da qualcuno la sera dell’8 marzo, ha rischiato di creare una sorta di guerra civile in tutto il Paese.

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Redazione

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