La Valle d’Aosta vieta l’ingresso ai turisti
Non chiamateli razzisti, adesso. Chiamateli tutori che vogliono salvaguardare la salute dei propri cittadini. Quando la stessa cosa accadde a Ischia, i toni furono del tutto diversi. I razzisti – per la maggior parte dell’informazione- erano nascosti nelle pieghe della società isolana.
A ben guardare, invece, in questa emergenza sono sempre di più le regioni che si chiudono a conchiglia: tutti hanno paura di possibili contagi e soprattutto, della carenza di posti negli ospedali e nelle terapie intensive. Storia simile accadde a Ischia quando la signora Teresa cercò di evitare lo sbarco di turisti provenienti da una delle zona focolaio del nord Italia.
Rita Dalla Chiesa, Enrico Mentana, Selvaggia Lucarelli e altri “vip”, per quell’ingresso colorito e forse anche spropositato, attaccarono Ischia, accusandola di essere razzista: la Dalla Chiesa invitò addirittura a disertare la località turistica. Da allora nemmeno un accenno di scuse o una replica di cui, però, si può fare a meno.
É di queste ore la notizia che il presidente della Regione Valle d’Aosta, Renzo Testolin ha emanato un’ordinanza per vietare l’ingresso ai non residenti e invita quelli presenti a rientrare a casa. Il provvedimento, limita l’ingresso nel territorio valdostano se non per i motivi previsti dal decreto, ed è stato disposto su indicazione dei sindaci e dell’assessorato regionale alla sanità. «L’obiettivo – ha spiegato il presidente della Regione Valle D’Aosta – è di poter offrire la miglior assistenza sanitaria possibile, perché c’è la necessità di avere anche la vicinanza del proprio medico di famiglia o del proprio pediatra che possano garantire, in questo periodo delicato, un’assistenza presso la proprio residenza: nel momento in cui ci troviamo a distanze importanti, non sempre può essere garantita da strutture che anche sul territorio iniziano a dare segni di stanchezza e di difficoltà».
Al momento c’è un boom di casi positivi di coronavirus Covid-19 nella più piccola regione d’Italia: dai 42 di ieri si è passati a 56 (più il paziente deceduto alcuni giorni fa), ovvero un 30% in più, secondo i dati diffusi dall’Unità di crisi. Tra i contagiati, 16 sono ricoverati all’ospedale Parini di Aosta mentre gli altri 40 sono in isolamento presso le proprie abitazioni.

