Basta ballare la musica per come viene, lo Stato continua a stonare in un mondo sempre meno armonico

Basta ballare la musica per come viene, lo Stato continua a stonare in un mondo sempre meno armonico

“E se davvero tu vuoi vivere una vita luminosa e più fragrante cancella col coraggio quella supplica dagli occhi”, cantava Lucio Battisti.

Stasera a poche ore dalla conferenza stampa del governo decido di portare Orso, il mio pastore abruzzese, a fare un giro. Scendendo dal Cuotto, verso Citara (mi trovo a Ischia), mi appare il mare e la baia in tutta la sua grandezza. In quell’istante la sequenza di Youtube che avevo lasciato scorrere sul cellulare introduce inaspettatamente “Lontano Lontano” di Luigi Tenco. Mi torna alla mente il primo anno che traslocai a Ischia. Momenti distanti da questo strano giorno. Avevo 13 anni. Il mio ricordo mi riporta alle piazze piene di turisti e profumi d’estate che all’imbrunire facevano da cornice a un clima festoso, mentre correvamo spensierati sulla Chiesa del Soccorso. Noi, bambini diventati appena ragazzi, che ci scambiavamo baci con lo stampo che facevano battere forte il cuore, protetti dal buio della sera favoriti dai lampioni che accoglievano lampadine fulminate.

Noi, generazione dell’ultima scia di magia fatta di lune ischitane e malinconiche. Quel mondo, un poco alla volta è scomparso. Stasera ho avuto l’impressione invece che qualcosa fosse ritornato. Il sole tramontato da pochi minuti e le luci oro e arancio con il cielo terso mi hanno restituito l’odore di un ricordo lontano, con il cinguettio degli uccelli che si sostituiva al frastuono delle auto che purtroppo ancora scorrono sulle nostre strade. Mi sono lasciato andare a una lacrima ma in questa commozione mi sono ricordato della conferenza stampa del governo.

Dei millantati aiuti che hanno dichiarato di voler distribuire. La commozione ha lasciato il posto al pianto e a una riflessione. “Chi me l’ha fatto fare – mi sono detto – stavo meglio quando vivevo come uno zingaro”. Le ansie di chi non sa come pagare l’affitto di casa, bollette, tasse e debiti, telefonate ai commercialisti per trovare risposte con lo stesso ardore che avevamo nel comporre i numeri di telefono delle fidanzatine ma niente. Nessuno ancora sa dire come andranno le cose. Gli “Aiuti” sembrano pochi e mal distribuiti. Alla sanità andranno solo 3 su 25 miliardi, già pochi, e solo 13 saranno momentaneamente utilizzati. Una coperta corta per gambe lunghe. Ai lavoratori stagionali e partite Iva invece andranno 600 euro. Meno del reddito di cittadinanza e pare che per le aziende ci siano solo rinvii nessun aiuto vero. Che rovina.

Ritorna la strofa di Battisti. Mi ripeto e vi chiedo, ma sì, cancelliamo quella supplica dagli occhi perché come al solito non ci aiuterà nessuno, perché troppo spesso la saggezza è la prudenza più stagnante, ma dietro la collina c’è il sole. Mi sono sentito attraversare da queste parole, e continuavo a chiedermi ma perché nessuno vuol diventare “azzurro e lucente”? Vi do un consiglio amici e amiche. Spaziate come me, attorno alla tradizione come un colombo intorno ad un pallone, potremmo essere noi ancor più su di tutto, planando su boschi di braccia tese con sorrisi che non hanno più volto né un’età e respirando brezze che dilagano su terre senza limiti e confini. Tanto se ci allontaniamo poi, ci ritroviamo più vicini, più in alto e più in la e finalmente figli nell’immensità.

Seguite la mia mente, “abbandonando facilmente le antiche gelosie mentre non ti accorgi che è solo la paura che uccide e inquina, non temere tu non sarai preda dei venti, non lo saremo ma potremmo correre sulla collina e fra i ciliegi veder la mattina e dare un calcio a questo mondo residuo d’inferno, facendolo rotolare giù e noi ancor più su sempre planando su boschi di braccia tese”. Scusatemi se ho approfittato di questa splendida canzone, ma riecheggiava questo inno alla libertà. Che mai come adesso sembra cucito per questo momento drammatico, in cui ciò che reputavamo certo ora è messo in dubbio.

Questa esperienza magari può insegnarci che il sistema che abbiamo sempre ritenuto l’unico da seguire è solo un apparato d’infelicità che fa acqua da tutte le parti e delega la nostra sovranità decisionale nelle mani di terzi. Personaggi sempre meno affidabili e ancor meno rappresentativi di una società che, forse, non si riconosce più in questo stile di vita. Chissà, forse è questo l’ostacolo che ci voleva purtroppo. Tutti sulla strada della selezione naturale. Tra chi vuole restare fermo e chi vorrà evolvere nel vivere in libertà in uno Stato che, però, a conti fatti prende molto di più di ciò che da? Sforzandoci, nel tentativo di cercare un nuovo modo per vivere e organizzarsi la vita piuttosto che continuare a involvere restando preda di ansie e dell’oblio di un mondo burocratico incastrato nella visione fredda di una finanza irreale, potremmo farcela.

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Gigi Lista

Gigi Lista

Sono un attivista a difesa dei territori e la cultura millenaria delle nostre identità. Il mio sentimento antisistema mi ha portato a sviluppare dei canali per creare piattaforme d'informazione libera che possano battere colpo su colpo contro le infamie e la disinformazione mainstream. Combattere è la mia vita, insorgere è giusto!