TRASPORTO RIFIUTI VIA MARE, AFFIDIAMOLO AL CISI!
di Luca Spignese
(Già amministratore al Comune di Ischia)
Quanto sta accadendo negli ultimi giorni
riguardo alla problematica del trasporto in terraferma dei rifiuti dell’isola
d’Ischia è emblematico di una emergenza che dura da decenni e dalla quale, in
modo miope, le classi politiche al potere, sia ieri che oggi, non sanno e/o non
vogliono uscire.
Continuare ad affidarsi ad un chiacchieratissimo
vettore privato, peraltro spesso attenzionato dalla magistratura, è segno di
una pigrizia che diventa criminale.
Eppure la soluzione è dietro l’angolo ed ha
fatto già capolino negli anni scorsi, durante una crisi analoga a quella
attuale: ma alla fine, ancora una volta, i sindaci dei sei Comuni isolani
decisero… di non decidere!
Ricordo benissimo che, ai tempi della gestione
Ghirelli, gli uffici dell’EVI si misero al lavoro per studiare una possibilità
in apparenza clamorosa, ma che consentirebbe una volta e per tutte di uscire
dai guai: affidare il servizio di trasporto in terraferma al CISI.
Sì, avete capito bene: il “Consorzio Intercomunale
Servizi Ischia” che, attualmente, è una specie di scatola vuota, con un solo
amministratore ed un solo dipendente! Il CISI è più noto per essere il socio
unico dell’EVI spa, l’azienda che gestisce acquedotti e fognature sull’isola
d’Ischia. Tuttavia quello che sfugge ai più è che, come l’EVI (che per Statuto
potrebbe gestire anche il gas, l’illuminazione pubblica ed altre cose, ma che è
stata relegata al solo servizio idrico integrato) anche il Consorzio CISI,
formato dai sei Comuni isolani, potrebbe occuparsi di moltissimi argomenti, tra
cui la nettezza urbana.
Il CISI, opportunamente potenziato, potrebbe
riunificare i sei servizi di igiene urbana presenti sull’isola, realizzando
un’efficienza che ad oggi è solo un sogno e concretizzando un risparmio di
spesa enorme. Ma potrebbe anche fare una cosa più semplice: occuparsi del
trasporto dei rifiuti via mare. Come? Affittando una nave ad hoc attraverso un
broker marittimo, o addirittura comprarla! Sembra una pazzia, ma in realtà il
risparmio, sulla distanza, sarebbe perfettamente ammortizzabile, considerata
l’enormità dei costi attuali per prendere ogni giorno il traghetto che porti a
Napoli i camion pieni di immondizia e per riportarli poi indietro.
Mi risulta che all’EVI, da qualche parte, ci sia
ancora un voluminoso dossier contenente l’istruttoria di quella indagine, poi
volutamente ignorata dai sindaci che, pure, l’avevano sollecitata all’allora
amministratore unico.
Allora chiedo alla classe politica oggi al
potere un atto di forza, di coraggio e di lungimiranza: valutate il
coinvolgimento del CISI nella questione e chiedete all’EVI lumi sull’argomento.

