COME LA POLITICA DIVIDE INVECE DI UNIRE
Quanta ipocrisia serpeggia tra i social e la vita reale, si è amici fin quando non si aprono le urne sia elettorali che referendarie. In quel preciso momento ci si rende conto di chi sono i veri amici e chi gli oppositori.
Lo abbiamo vissuto con questo ultimo referendum trasformato per la prima volta nella storia della Repubblica italiana in una vera e propria battaglia tra sinistra e destra. Qualcosa che poteva far bene ai cittadini si è trasformata in una battaglia ideologica.
Botte e risposte su chi ha torto o ha ragione, una guerra fatta di falsi proclami pur di distruggere o denigrare chi la pensa diversamente.
Una donna ci ha raccontato di una sua considerazione in merito al referendum: “non l’avessi mai fatto, amici storici che mi hanno attaccata con disgusto anche offendendomi, persone che da anni ospito in casa mia durante le vacanze estive, che schifo”.
Questo è uno dei tanti casi accaduti e che accadranno sempre. Si può essere amici anche senza chiamare in ballo la politica, purtroppo non tutti hanno abbastanza intelletto per capirlo.
La nota positiva di tutto ciò è che si può fare tranquillamente una cernita tra chi ti apprezza per quello che sei e non per quello che pensi.
Anche noi come testata giornalistica abbiamo notato questo comportamento molto stupido e infantile, soprattutto perché abbiamo sempre dato spazio a tutti senza fare distinzioni.
Una volta tanto i social sono stati utili.

