“DOVE STIAMO ANDANDO SU QUESTA TERRA?”

“DOVE STIAMO ANDANDO SU QUESTA TERRA?”

La domanda di Quelo, personaggio creato e interpretato da Corrado Guzzanti, che nasceva come paradosso, oggi suona quasi amara

Quando succedono fatti di cronaca così gravi, come l’aggressione a una professoressa, è normale provare indignazione, paura, rabbia. Sono reazioni legittime davanti alla violenza, soprattutto quando colpisce un luogo che dovrebbe essere, per definizione, sicuro: la scuola, spazio di crescita, relazione e rispetto.

Le ultime notizie rendono questa vicenda ancora più inquietante. Stando alle prime indagini il ragazzo di appena 13 anni avrebbe pianificato anche di uccidere i genitori e che si sarebbe rammaricato del fatto che la professoressa fosse ancora viva. Dettagli che fanno pensare non solo a un gesto impulsivo, ma a qualcosa di più profondo e difficile da comprendere.

Colpisce soprattutto la possibile assenza di un principio di realtà: come se venisse meno la percezione delle conseguenze, del limite, dell’altro come persona. Ed è proprio questo che ci interroga in modo così forte.

Ma queste esplosioni, quasi mai, arrivano davvero all’improvviso. Spesso sono il punto di arrivo di un percorso fatto di segnali deboli, disagi che crescono, isolamento, fatica nelle relazioni. Non per giustificare, ma per provare a capire dove si sarebbe potuto intervenire prima.

Allora la domanda diventa inevitabile: cosa sta cambiando nei rapporti tra giovani, adulti e istituzioni? Quanto pesa il disagio sociale? E quanto siamo ancora capaci, come comunità — famiglia, scuola, società — di ascoltare davvero?

La domanda di Quelo resta attuale. Ma forse oggi dovremmo riformularla così: non solo “dove stiamo andando”, ma che tipo di società vogliamo costruire. E quanto siamo disposti, concretamente, a prendercene cura.

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Valeria Fattore

Valeria Fattore

Ho 51 anni, sono nata a Portici e cresciuta a Napoli dove ho ricevuto dalla mia famiglia valori che continuo a custodire con gratitudine. Mi sono laureata in Psicologia dello Sviluppo e dell'Educazione (V.O.) presso l'università degli studi di Roma La Sapienza. Oggi mi occupo di progetti educativi e creativi rivolti ai bambini. Ho sempre creduto che la creatività che amo e pratico, in tutte le sue forme, abbia un valore terapeutico. Nella scrittura in particolare, trovo uno spazio autentico in cui esprimere e ritrovare me stessa.