ELETTRA E ROSY. CONSIDERARE NORMALE CIÒ CHE NORMALE NON È: FORSE È PROPRIO DA QUI CHE DOVREMMO RIPARTIRE
Ci siamo abituati troppo facilmente alla durezza, alle parole che feriscono, ai gesti che tolgono valore agli altri. Come se fosse normale non rispettarsi, non ascoltarsi, non prendersi cura. E invece non lo è.
Basterebbe fermarsi un momento. Spezzare questo automatismo. Tornare a cose semplici: una parola gentile, una carezza, un gesto sincero. Tornare a un’idea di amore fatta di presenza, rispetto, umanità.

In questi giorni, alcune storie, avvenute a Roma, ci hanno colpito nel profondo. La piccola Rosy una gattina seviziata e abusata da un uomo di cui ancora non abbiamo le generalità, e un’altra gattina, Elettra, meno fortunata perché non è sopravvissuta alle sevizie di chi l’ha utilizzata come un pallone per giocare. Episodi che fanno male, che lasciano senza parole. Non solo per la crudeltà, ma perché raccontano una mancanza profonda di empatia.

E allora viene spontaneo chiedersi: da dove arriva tutto questo odio, malessere, insoddisfazione?
Forse la risposta sta nelle scelte di ogni giorno. Nel modo in cui guardiamo gli altri, nel modo in cui trattiamo chi è più fragile, chi non può difendersi.
Bambini, animali, anziani, ogni essere vivente merita amore, rispetto, accoglienza.
Questa dovrebbe essere la normalità.
E forse possiamo ancora sceglierla.
© diritti riservati

