DAL LIQUIDATORE PIÙ ATTENZIONE AI NUMERI DELLO SCIOPERO CHE AI PROBLEMI REALI DEI LAVORATORI

DAL LIQUIDATORE PIÙ ATTENZIONE AI NUMERI DELLO SCIOPERO CHE AI PROBLEMI REALI DEI LAVORATORI

La UILTRASPORTI prende atto con rammarico dell’ennesima comunicazione diffusa dalla società A.M.Ca. S.r.l. in liquidazione, una nota che ancora una volta sembra privilegiare la narrazione rispetto ai contenuti, l’autocompiacimento rispetto alle soluzioni e la polemica rispetto al dovere di dare risposte concrete.

Colpisce, in particolare, il passaggio con cui il Liquidatore ritiene di poter misurare la legittimità e la rilevanza delle rivendicazioni sindacali sulla base del numero dei partecipanti allo sciopero proclamato. Si tratta di una impostazione francamente sorprendente, perché presuppone che i diritti dei lavoratori possano essere messi ai voti e che una criticità diventi seria solo al raggiungimento di una determinata percentuale di adesione.

Se fosse davvero così, dovremmo dedurre che un salario non pagato pesa meno se a reclamarlo sono in pochi, che condizioni di lavoro precarie diventano tollerabili se denunciate da una minoranza, o che la sicurezza sui luoghi di lavoro meriti attenzione soltanto dopo il raggiungimento del quorum. È evidente che non funziona così. Ed è singolare che ciò debba essere ricordato a chi oggi guida una società chiamata a garantire un servizio pubblico essenziale.

Il diritto di sciopero è una libertà costituzionalmente garantita. L’adesione o la non adesione ad una iniziativa sindacale appartiene alla sfera personale di ciascun lavoratore e non può essere piegata a strumento propagandistico per tentare di sminuire questioni concrete, attuali e mai risolte. Confondere il dato numerico con il merito delle istanze significa spostare volutamente il dibattito dai problemi veri per rifugiarsi nell’ennesima operazione di facciata.

A nostro avviso, invece di dedicare tempo alla redazione di comunicazioni autoreferenziali, si farebbe bene a concentrare energie e attenzione su ciò che da mesi viene formalmente richiesto dalla UILTRASPORTI e dai lavoratori. Sarebbe certamente più utile trasmettere finalmente copia del famigerato piano industriale, annunciato ai quattro venti ma mai illustrato nelle sedi dovute, chiarire le persistenti inesattezze relative ai contatori ferie e permessi, definire il saldo delle competenze del mese di settembre tuttora insoluto e affrontare seriamente le condizioni operative del cantiere.

Perché il nodo reale resta tutto lì: lavoratori costretti a sostenere carichi di lavoro eccessivi, personale insufficiente rispetto alle necessità del servizio, assenza di un luogo di lavoro pienamente idoneo, mezzi spesso inadeguati, inefficienti e non coerenti con gli standard che un servizio essenziale meriterebbe. Questo è il terreno sul quale ci si misura. Non sui comunicati.

Alle esternazioni del Liquidatore, la UILTRASPORTI ha già risposto nelle sedi formali, provvedendo contestualmente a sollecitare nuovamente il Commissario Giudiziale della procedura, dott. Vincenzo Pezzullo del Tribunale di Napoli, affinché ponga in essere un nuovo e autorevole intervento finalizzato a ricondurre la vertenza sui giusti binari della correttezza istituzionale, del rispetto delle regole e della concreta ricerca di soluzioni.

Forse, se la stessa rapidità impiegata nel commentare uno sciopero venisse utilizzata per risolvere i problemi aperti, riuscirebbe davvero ad attrarre la nostra attenzione. E soprattutto quella dei lavoratori, che non chiedono slogan né statistiche creative, ma rispetto, chiarezza e risposte.

La UILTRASPORTI continuerà ad esercitare il proprio ruolo con serietà, fermezza e senso di responsabilità, senza lasciarsi distrarre da provocazioni o tentativi di delegittimazione. Le vertenze si chiudono con gli atti, non con le esternazioni.

Napoli 24 aprile 2026

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Redazione

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