“LE PECORE LO SEGUONO PERCHÉ CONOSCONO LA SUA VOCE”
Avete presente quando, in mezzo a mille rumori, riuscite a riconoscere subito una voce familiare? Magari qualcuno vi chiama, e senza pensarci sapete già chi è. Non avete bisogno di vedere. Vi basta ascoltare.
Il Vangelo parte proprio da qui. Gesù dice che le sue pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Non perché sono perfette. Non perché capiscono tutto. Ma perché, nel profondo, quella voce è casa.
E
allora torna una domanda importante: noi… quale voce stiamo
imparando a riconoscere?
Perché ogni giorno siamo immersi in
mille richiami:
quello che va di moda,
quello che gli altri si aspettano,
quello che sembra più facile o più veloce.
Ma non tutte le voci portano vita.
Alcune promettono tanto, ma poi lasciano vuoto.
Altre sembrano forti, ma dentro non costruiscono nulla.
La
voce di Gesù, invece, ha una caratteristica particolare:
non ti schiaccia, non ti confonde, non ti usa.
Ti chiama.
E
lo fa in modo personale:
“chiama le sue pecore, ciascuna per nome.”
Non sei uno qualunque.
Non devi diventare qualcun altro per essere amato.
Sei già chiamato così come sei.
Il problema è che questa voce spesso non è la più rumorosa.
Sta nel silenzio.
Sta nei momenti semplici.
Sta quando ti fermi davvero.
E se non fai spazio, rischi di non sentirla.
IMPEGNO
Questa settimana prova a ritagliarti un minuto vero di
silenzio.
Niente telefono, niente musica, niente distrazioni.
E
chiediti:
sto seguendo voci che mi riempiono… o voci che mi svuotano?
Poi
prova semplicemente a dire:
“Signore, aiutami a riconoscere la tua voce.”
Non serve altro.
Perché quando inizi davvero a riconoscerla,
non hai più bisogno di rincorrere tutte le altre.
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