QUANTE VOLTE TI RITROVI A FARE STRADA CON MILLE PENSIERI IN TESTA?
Quando cerchi di capire cosa è successo… e niente torna più come prima?
Il Vangelo di Emmaus è uno di quei momenti.
Due discepoli stanno camminando. Si allontanano da Gerusalemme, si allontanano
da ciò in cui avevano creduto. Parlano, discutono, cercano di capire.
Ma in realtà sono delusi.
“Noi speravamo…”
È una delle frasi più pesanti del Vangelo.
Dentro c’è tutto: sogni, attese, fiducia… e poi il crollo.
E mentre camminano così, Gesù si avvicina.
Cammina con loro.
Ma loro non lo riconoscono.
È strano, ma anche molto vero:
Gesù spesso è accanto a noi proprio nei momenti in cui pensiamo che sia
assente.
Lui non li interrompe subito.
Fa una cosa semplice: fa domande.
“Di cosa state parlando?”
Li lascia sfogare.
Li lascia raccontare la loro delusione.
A volte pensiamo che Dio debba subito “risolvere” le cose.
Invece prima ascolta.
Cammina con noi dentro le nostre domande.
Poi, piano piano, cambia qualcosa.
Gesù inizia a spiegare.
Rilegge la loro storia.
Fa vedere che anche la sofferenza ha un senso.
Non cancella la croce.
La illumina.
E mentre parla… succede qualcosa dentro di loro: “Non
ardeva forse in noi il nostro cuore…?”
Il cuore si accende prima degli occhi.
Prima di capire tutto, qualcosa dentro inizia a vivere.
Arrivano al villaggio.
Gesù fa come se dovesse andare oltre.
È un dettaglio bellissimo: Dio non si impone.
Aspetta di essere invitato.
E loro dicono: “Resta con noi.”
Non è una preghiera perfetta.
Non è una formula complicata.
È semplice, ma vera.
E basta.
A tavola, nel gesto più normale, prendere il pane, benedire, spezzare… lo
riconoscono.
E proprio lì, quando lo riconoscono…
Gesù sparisce.
Perché ormai hanno capito.
La fede non è trattenere Gesù con gli occhi.
È riconoscerlo nella vita.
E allora succede l’ultima svolta: si alzano e tornano indietro.
Gli stessi che prima scappavano, adesso corrono.
Quando incontri davvero Gesù, non resti fermo.
IMPEGNO
Questa settimana prova a fare una cosa semplice: in un
momento in cui ti senti confuso, stanco o deluso, non cercare subito una
soluzione.
Fermati e prova a dire: “Gesù, resta con me.”
Poi ascolta: una parola, un pensiero, qualcosa che si muove dentro.
Perché Emmaus ci insegna questo: Gesù non sempre si fa riconoscere subito.
Ma cammina sempre accanto a noi.
E spesso lo scopriamo solo dopo, guardando indietro e dicendo: “Era lì… tutto
il tempo.”
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