Gli 007 monitorano la pandemia

Gli 007 monitorano la pandemia

Una spiegazione plausibile sulle esercitazioni militari cancellate in Europa e non solo

Si chiama National Center for Medical Intelligence, ed è un ramo, poco conosciuto, della Defense Intelligence Agency (Dia) che si occupa di raccogliere dati e informazioni sulle malattie e loro diffusione in tutto il mondo. L’ufficio speciale è lo stesso che il mese scorso, prima che l’Oms dichiarasse lo stato di pandemia, lanciò l’allarme sulla portata dell’infezione da Covid-19 al Presidente Trump.

 L’ufficio speciale della Dia, come affermano esperti contattati dalla Nbc, si avvale di ogni fonte di intelligence possibile,dagli informatori allo spionaggio, che serve per raccogliere informazioni che vanno oltre i comunicati ufficiali dei vari istituti di sanità stranieri, che possono essere infarciti di dati distorti o falsi per propaganda, in modo da offrire all’organo supremo a cui fanno riferimento, in National Security Council (Nsc), tutti gli strumenti per porre in atto politiche contenitive ma non solo.

Un’approfondita analisi del diffondersi di un’epidemia in una nazione serve anche per misurarne il livello tecnico e la prontezza dei suoi organismi militari o di protezione civile, nonché per capire quanto un virus possa aver intaccato l’intero sistema difensivo, ad esempio se ha colpito reparti o comandi particolari in egual misura rispetto ai dati riportati per la popolazione civile. Questo fornisce una spiegazione plausibile per la decisione di Nato e Stati Uniti di cancellare alcune esercitazioni in Europa ma di proseguire, se pur dopo averla numericamente ridimensionata, Defender Europe 20.

Insomma, è stato sospeso quello che si poteva sospendere ma si procede con quello che, in quest’ottica, è irrinunciabile. Questi, del resto, non sono tempi di pace globale. Il Ncmi si affida a un gruppo multidisciplinare di esperti composto da virologi, epidemiologi, tossicologi, medici e perfino veterinari oltre ad altri specialisti in operazioni sanitarie delle Forze Armate. In tempi normali i referenti del lavoro di quest’ufficio particolare sono i vertici delle Forze Armate Usa, che usano i rapporti pervenuti per tutelare le truppe all’estero da possibili minacce batteriologiche, mentre in periodi di crisi come quello che stiamo vivendo, fanno capo direttamente al presidente tramite il Nsc.

In una fase epidemica come questa, il Ncmi lavora con altre agenzie, come la Cia o la Nsa, per raccogliere tutte le informazioni possibili in quella che viene definita medical Sigint (Signal Intelligence) ovvero la raccolta di qualsiasi tipo di comunicazione inerente all’infezione, dalla difficoltà dei reparti di terapia intensiva negli ospedali italiani sino alla diffusione del contagio nei campi profughi per i rifugiati siriani, senza dimenticare tutto il lavoro di monitoraggio di quanto è accaduto e sta accadendo in Cina, inclusi i tentativi di Pechino di insabbiare quello che stava accadendo.

I servizi segreti, oltre a monitorare il contagio giornalmente, hanno alzato la guardia anche per proteggere le reti da possibili attacchi informatici, come avviene in Inghilterra, dove la National Cyber Security Centre (Ncsc) ha reso noto che una serie di attacchi condotti da cyber criminali è avvenuta in questi giorni approfittando della paura del contagio da Covid-19.

Diventa fondamentale quindi l’uso dei servizi segreti per poter avere gli strumenti necessaria rispondere anche ai colpi della propaganda avversaria, dalla Cina all’Iran,ma anche in Europa. Paesi che hanno parlato apertamente di “arma batteriologica degli Stati Uniti”.

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Redazione

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