«BURGO DI MARE», DICIOTTO FOTOGRAFIE STORICHE PER RISCOPRIRE ISCHIA PONTE

«BURGO DI MARE», DICIOTTO FOTOGRAFIE STORICHE PER RISCOPRIRE ISCHIA PONTE

Dal 13 ottobre al Bar Monzù, la mostra di Mikela Monti e Valerio D’Ambra racconta il borgo di un tempo e invita a custodirne l’identità.

Ritrovare Ischia Ponte attraverso le immagini del suo passato, riconoscerne le trasformazioni e riscoprire il legame tra il borgo e la sua comunità. È questo l’invito di «Burgo di Mare», la mostra curata da Mikela Monti e Valerio D’Ambra che si inaugura martedì 13 ottobre 2026 al Bar Monzù, a Ischia Ponte, con una selezione di diciotto fotografie storiche.

Il progetto nasce da un’esigenza maturata negli anni di ricerca dei due autori: comprendere come fosse organizzata Ischia in passato, come si siano trasformati i suoi luoghi e quali funzioni abbiano svolto le architetture che ancora oggi ne definiscono il paesaggio.

Un percorso che ha intrecciato fonti edite e inedite, iconografia, vedute ottocentesche e cartoline dei primi del Novecento. Alla selezione delle immagini hanno contribuito le ricerche condotte attraverso l’Archivio di Stato, l’Archivio del Banco di Napoli e l’Archivio Storico dell’Istituto Luce, ma soprattutto la disponibilità di amici e conoscenti, il cui apporto ha reso possibile riunire le testimonianze fotografiche esposte.

Il titolo recupera l’antica denominazione «Burgo di Mare», espressione dello stretto rapporto tra l’insediamento e il porto commerciale di età angioina. Marina peschereccia e luogo di scambi, il borgo si sviluppò anche grazie alla libertà di commercio favorita dagli Angioini: il mare ne orientava l’economia, la crescita e la stessa identità.

Il suo impianto medievale era segnato da una cinta urbana e dalla Porta del Martello, oggi scomparsa, situata nell’area dell’attuale chiesa dello Spirito Santo. Quest’ultima e la chiesa di Santa Maria della Scala, oggi cattedrale, divennero una cerniera tra il nucleo medievale e le successive espansioni sei-settecentesche. A partire dalla metà del Settecento si consolidò la configurazione urbana che ancora oggi rende riconoscibile Ischia Ponte.

Le diciotto fotografie invitano a immergersi nel borgo di un tempo e a osservare i cambiamenti che, nel corso dell’ultimo secolo, hanno interessato i suoi spazi e gli usi delle sue architetture. Il percorso espositivo avvicina così abitanti e visitatori alla storia dei luoghi, offrendo l’occasione di riconoscerne il valore e le trasformazioni.

Preservare Ischia Ponte significa conoscerla in tutte le sue sfaccettature: i toponimi che conservano la memoria di strade e vicoli, i personaggi che ne hanno segnato la storia, le architetture e le funzioni che hanno assunto nel tempo. Questa conoscenza permette di comprendere il valore del patrimonio del borgo e di trasmetterlo alle nuove generazioni, insieme alle storie e alle consuetudini della comunità.

La partecipazione al convegno nazionale sui borghi fortificati oggi destinazioni turistiche, promosso dall’Istituto Italiano dei Castelli, ha rafforzato nei due autori una convinzione: per valorizzare un borgo occorre prima di tutto conoscerne la storia. La mostra traduce questa riflessione in un invito alla comunità a riscoprire Ischia Ponte e a prendersene cura, valorizzandola come uno dei gioielli dell’isola d’Ischia.

Alla mostra Mikela Monti e Valerio D’Ambra affidano un messaggio preciso: se un tempo era il borgo a custodire i suoi abitanti, oggi sono gli abitanti e quanti lo amano a doverlo custodire e valorizzare.

«Burgo di Mare» accoglierà i visitatori dal martedì alla domenica presso il Bar Monzù, a Ischia Ponte. Le singole fotografie potranno essere acquistate e saranno consegnate a conclusione della rassegna.

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Redazione

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