La televisione italiana, dal “Servizio Pubblico” a Mediaset, dà il peggio di sé contro il Sud
Cosa dobbiamo fare per farci rispettare, o almeno essere lasciati in pace?
È la domanda che mi pongo spesso in questi giorni dove tutto sembra amplificato, ma non è amplificato tutto ciò che sentiamo e vediamo, è quantitativamente esagerato. Se dalla RAI anche Lucia Annunziata, nel suo “Mezz’ora”, continua con la proliferazione delle fake news, Mediaset dilaga con un’informazione distorta, ai limiti della denuncia. Denunciare, è quello che dovremmo fare seriamente tutti, in quanto cittadini di quel Sud malamente espresso anche in questa faccenda. E così, mentre si prendono provvedimenti di tutela contro Striscia La Notizia, prontamente difesa da un campano quale Luca Abete, un altro personaggio ai limiti della decenza in quanto a sputtanamento napoletano, ecco che arriva Barbara d’Urso ieri sera, a “Live”.
Nel lanciare quasi un’ora di programma volto alla derisione della città di Napoli, con video ampiamente evitabili, condivisi da cittadini napoletani che hanno imparato forse dal Consigliere Borrelli, a violare la privacy di tutti in strada, insiste quotidianamente a ripetere una parola che nessun meridionale deve mai più far passare: “terroni”. Barbara d’Urso è forse lontanamente napoletana per nascita, ma avendo vissuto una vita tra Roma e Cologno Monzese, non ha mai compreso davvero bene cosa significa definirsi “terroni”. No, Barbara, non è un vanto attribuirsi l’offesa “terroni”. Noi non siamo terroni, siamo Campani, siamo Napoletani, siamo Pugliesi, siamo Siciliani e siamo Calabresi.
Un invito, infine, ai nostri concittadini. Abbiate un pò di amor proprio. Questi video che fate girare sulla vostra città dovrebbero esser corredati da informazione corretta, nel caso davvero fosse necessario mettersi a fare i reporters in giro. Se prendiamo, per esempio, il video mandato in onda ieri sera dalle trasmissioni Mediaset e La7, dovrebbe esser chiaro che la Pignasecca è un groviglio di strade piccole, e che le persone, pur in fila e con adeguato distanziamento sociale, in un video fatto in malafede, sembrano ammassate, e invece non è così. Napoli sta facendo il suo dovere: rispettare le regole.
Siamo stanchi di questa narrazione tossica. Siamo stanchi di esser visti come animali in uno zoo in favore di una contro-narrazione di un Nord esemplare. Quest’epidemia ha smascherato tanto di quello che era stato messo sotto il tappeto. Parlateci dell’incivilita lombarda e veneta. Parlateci di come è stato possibile il dilagarsi di questo contagio così diffusamente al Nord. Parlateci del fatto che siamo dovuti arrivare al 22 marzo per avere un’ordinanza che impedisca l’esodo massiccio nelle nostre Regioni, alle prese con un contagio che si poteva benissimo evitare.

