Zaia preferisce sperimentare pur di non seguire la sperimentazione di Ascierto
Non esistono certezze scientifiche circa l’utilizzo dell’antivirale giapponese, anch’esso una vera e propria sperimentazione, ma la cricca lombardo-veneta lo preferisce al farmaco di Ascierto
Caprini è l’assessore al Bilancio di Regione Lombardia nonché un imprenditore leghista. Nel consueto appuntamento da Palazzo Lombardia, per l’emergenza coronavirus, ha dichiarato: «Abbiamo l’Avigan e lo utilizzeremo, solo entro 3-4 settimane sapremo se il Tocilizumab è efficace. Vogliamo dare risposte rapide e affidabili puntando su terapie d’impatto, capaci di cambiare il decorso della malattia e aumentare l’indice di guarigione».
È incredibile che il farmaco sperimentato a Napoli stia generando un vero e proprio delirio. Il Tocilizumab è ormai stato sperimentato su quasi 300 pazienti, con risultati ottimi in una larga parte di loro, proprio ieri, a Padova, a Roma e a Napoli.
Ma il Nord, colpito nel cuore dal Covid-19, che fa? Preferisce affidarsi alla inconcludenza scientifica (per ora) del farmaco Avigan, il famoso farmaco antivirale che viene dal Giappone e che però ha sollevato non pochi dubbi in tutto il mondo scientifico, circa la sua efficacia.
Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità, ha, in questo senso dichiarato, infatti: «Servono prove inconfutabili. Un conto è parlare di opzioni da testare e validare, un altro è definire alcune opzioni come la soluzione di un problema così importante, prima di dire che abbiamo trovato soluzioni in termini di terapia antivirale».
Alle dichiarazioni dei lombardo-veneti, è arrivata puntuale anche la risposta dell’Aifa: «Non esistono studi clinici pubblicati relativi all’efficacia e alla sicurezza del farmaco Favipiravir (nome commerciale Avigan) nel trattamento della malattia da Covid-19. Favipiravir è un antivirale autorizzato in Giappone dal marzo 2014 per il trattamento di forme di influenza causate da virus influenzali nuovi o riemergenti e il suo utilizzo è limitato ai casi in cui gli altri antivirali sono inefficaci. Il medicinale non è autorizzato né in Europa, né negli USA. Ad oggi, non esistono studi clinici pubblicati relativi all’efficacia e alla sicurezza del farmaco nel trattamento della malattia da Covid-19. Sono unicamente noti dati preliminari, disponibili attualmente solo come versione pre-proof (cioè non ancora sottoposti a revisione di esperti), di un piccolo studio non randomizzato, condotto in pazienti con Covid-19 non grave con non più di 7 giorni di insorgenza, in cui il medicinale Favipiravir è stato confrontato all’antivirale lopinavir/ritonavir (anch’esso non autorizzato per il trattamento della malattia Covid-19), in aggiunta, in entrambi i casi, a interferone alfa-1b per via aerosol».
È mai possibile che il delirio settentrionale arrivi a negare l’efficacia di un farmaco, solo perché partito da Napoli?

