Open smentisce il video della trasmissione “Leonardo” con i “probabilmente”

Open smentisce il video della trasmissione “Leonardo” con i “probabilmente”

Non poche polemiche ha sollevato il video virale di RAI 3 di “Leonardo”, trasmissione scientifica, che trattava l’argomento di un esperimento condotto in Cina nel 2015 su un supervirus polmonare iniettato nei pipistrelli. Apriti cielo. Tra i cosiddetti “complottisti” e i “razionalissimi”, che si affidano alla scienza ufficiale, ne è nato un acceso dibattito.

A smentire la notizia che, quel supervirus, fosse Covid-19, è intervenuta la scienza, dopo Open però, il giornale online di Enrico Mentana. La scienza ci dice che il genoma di Covid-19 sia differente dal genoma di quel supervirus polmonare del 2015. Ce lo dice la scienza, ossia gli scienziati, i virologi, i ricercatori. E noi ci crediamo, come potremmo non farlo dal momento che non sappiamo nemmeno di cosa stanno parlando? Questi due virus che dicono differenti si sono confrontati? E quando, per esempio? È possibile che questo virus non sia Covid-19 ma che sia “scappato”da qualche altro laboratorio per un altro esperimento? No. Ci dicono che è naturale.

Eppure la rivista Nature, che sì ha prontamente smentito recentemente, nel 2015 ci parlava di quell’esperimento e dei pareri perplessi sui rischi (tanti) rispetto ai benefici di quegli esperimenti (pochi).

L’articolo lo potete trovare qui: https://www.nature.com/news/engineered-bat-virus-stirs-debate-over-risky-research-1.18787#/b2

Ma traduciamocene un pezzetto. Quello che Open, nella sua smentita alle notizie circolanti, non ha pensato di citare.

“Wain-Hobson(ricercatore del Pasteur) non approva lo studio perché, dice, fornisce pochi benefici e rivela poco sul rischio che il virus SHC014 selvaggio nei pipistrelli pone negli umani. Altri esperimenti nello studio mostrano che il virus nei pipistrelli selvatici potrebbe evolversi per costituire una minaccia per l’uomo – un cambiamento che potrebbe non accadere mai, sebbene NON possa essere escluso. Baric e il suo team hanno ricostruito il virus selvaggio dalla sua sequenza genomica e hanno scoperto che è cresciuto male nelle colture cellulari umane e non ha causato alcuna malattia significativa nei topi. “L’unico impatto di questo lavoro è la creazione, in un laboratorio, di un nuovo rischio non naturale”, afferma Richard Ebright, biologo molecolare ed esperto di biodefence alla Rutgers University di Piscataway, New Jersey.

Nell’articolo, gli autori dello studio ammettono anche che i finanziatori dovrebbero pensarci due volte nel consentire tali esperimenti in futuro. “I gruppi di revisione scientifica potrebbero ritenere che studi simili costruiscano virus chimerici basati su ceppi circolanti troppo rischiosi da perseguire”, scrivono, aggiungendo che è necessaria una discussione. Cioè, “se questi tipi di studi sui virus chimerici giustificano ulteriori indagini rispetto ai rischi intrinseci”.

Cosa ci dice questo stralcio? In sintesi, ci dice che i rischi di quell’esperimento erano notevoli e che molti autorevoli ricercatori non erano affatto d’accordo con quegli esperimenti, dai quali poteva uscire una seria minaccia per l’uomo, dalla evoluzione del virus, nonché dalla possibilità di creare minacce non naturali.

La posizione della scienza

«Un virus naturale e uno creato in laboratorio sono perfettamente distinguibili», spiega Baldanti. «L’esperimento del 2015 è avvenuto sotto gli occhi di tutti. Il genoma di quel microrganismo è stato pubblicato per intero. E non è lo stesso del Coronavirus attuale».

«Il virus attuale non deriva né dalla prima versione della Sars né tantomeno dai topi, per cui non può essere in nessun modo il virus creato nel laboratorio cinese di cui si parla nel servizio», aggiunge Giovanni Maga, direttore dell’Istituto di genetica molecolare del CNR di Pavia.

A febbraio 2020 è stato pubblicato uno studio su Emerging Microbes & Infections della Taylor & Francis. Secondo questo studio non ci sono prove a sostegno di una ipotesi di virus creato in laboratorio. Gli scienziati credono derivi da un animale, insomma.

Peccato che anche nel 2015, le critiche sollevate dai ricercatori citati nell’articolo di Nature, vertevano sul fatto che il rischio non fosse la sperimentazione in sé ma la degenerazione del supervirus iniettato nell’animale e che questo potesse significare una minaccia per la specie umana. Cosa c’entrano i topi, poi, che cita Maga? Nei topi è stato già osservato nel 2015 che questo supervirus non costituisse alcun danno. Il punto è il pipistrello anche nel 2015, come per Covid-19, che potrebbe aver fatto evolvere il supervirus polmonare, secondo il parere di Wain Hobson di quell’esperimento ormai chiacchieratissimo del 2015.

Cosa sappiamo davvero di questo virus che non venga dichiarato superficialmente come “naturale”? Lo abbiamo letto su Nature Medicine, dove c’è lo studio pubblicato sulle evidenze scientifiche ad oggi.

Eppure, nelle conclusioni, lo studio non va nel campo delle certezze ma delle alte probabilità e, riportando una traduzione in italiano, dice che:

“Sebbene le prove dimostrino che SARS-CoV-2 non è un virus manipolato intenzionalmente, al momento è impossibile provare o confutare le altre teorie sulla sua origine descritte qui. Ulteriori dati scientifici potrebbero far oscillare l’equilibrio delle prove per favorire un’ipotesi rispetto a un’altra. Ottenere sequenze virali correlate da fonti animali sarebbe il modo più definitivo per rivelare le origini virali.”

Qui il link dell’articolo originale, il testo citato è contenuto nelle “Conclusions”: https://www.nature.com/articles/s41591-020-0820-9

Il dubbio è ciò che fa progredire l’essere umano. E di dubbi continuiamo ad averne,e parecchi. E, nonostante, ammetta che il servizio si riferiva ad un altro tipo di virus, anche Silvia Rosa Brusin, caporedattrice del Tg3 Leonardo, commenta: “In laboratorio si realizzano molti esperimenti per simulare ciò che potrebbe avvenire in realtà. Il motivo delle simulazioni è avvertire dei possibili rischi chi deve prendere decisioni. Quell’esperimento doveva suonare come un monito, ad esempio del pericolo della vicinanza con i pipistrelli, eppure nessuno ha fatto niente e non sono state prese le dovute precauzioni: i pipistrelli non andavano mangiati o messi in condizione di infettare l’uomo. La natura ha deciso di fare quello che è stato fatto in laboratorio, con una coincidenza incredibile.”

Di coincidenza incredibile parliamo anche noi ma con qualche perplessità in più. È una coincidenza anche che un medico cinese, lo “scopritore” di questa terribile epidemia, così giovane e sano, abbia contratto il virus e sia poi deceduto tra mille dubbi? Perché il governo cinese ha taciuto sui dati ad inizio epidemia? E perché il Portavoce del Ministro degli Esteri cinese, sollevava più di qualche dubbio sull’intervento americano nella faccenda.

Ad una analisi attenta e critica, molte cose che la scienza ufficiale ci propina, appaiono quantomeno strane e curiose, sicuramente suscettibili di approfondimento. Un approfondimento che il mainstream non corrobora, non ammette, non ama. Basti pensare alle notizie tracciate di “bufala”appena si vada a toccare un argomento sensibile, come l’origine di un virus che ha trasformato un’epidemia in una pandemia, le nostre vite, la nostra economia, il nostro modo di amare, di pensare. Non ci toglierà però la voglia di conoscere.

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Redazione

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