Hong Kong, dopo la riapertura un nuovo lockdown

Hong Kong, dopo la riapertura un nuovo lockdown

65 nuovi casi da contagio di ritorno in 24 ore. Hong Kong si (ri)prepara al nuovo lockdown

Proprio nel momento in cui Hong Kong pensava di essere ormai fuori dalla crisi sanitaria, il 27 marzo sono stati accertati 65 nuovi casi di coronavirus in 24 ore. Hong Kong, che aveva registrato meno di 518 casi di contagio e meno di 10 decessi in totale, aveva tentato un ritorno alla normalità con la riapertura di uffici, negozi e fabbriche. Eppure il contagio è ritornato ed è tornato con i casi di Covid-19 nuovamente accertati soprattutto tra gli studenti provenienti da città europee e degli Stati Uniti,dove come noto, il contagio dilaga.

Il governo della regione speciale cinese ha dovuto richiudere dunque l’aeroporto e reintrodurre la quarantena a chi ritorna. Come riferisce la rivista The Atlantic, quanto successo ad Hong Kong è un monito a tutti quei Paesi che stanno affrontando il Covid8 – tra cui anche l’Italia ovviamente. Non ci può essere in questa fase d’emergenza un vero e proprio ritorno alla normalità senza precauzioni e senza temere un nuovo contagio. Dopo due mesi di chiusura totale, ad Hong Kong, la vita stava ritornando ma il virus era ancora in agguato ed ha causato una nuova impennata di contagi obbligando il governo a vietare gli assembramenti con più di quattro persone. La preoccupazione di questa esperienza, riguarda i Paesi europei che si apprestano a guardare alla fase due di questa emergenza, pur ancora il lockdown.

Secondo Gabriel Leung, rettore dell’Università di Medicina di Hong Kong ed esperto di epidemie: “la reintroduzione delle misure restrittive è la più discussa tra gli esperti e i governi mondiali. C’è bisogno di queste misure a vari gradi di intensità fino a quando si verificano l’immunità di gregge o una disponibilità sufficientemente estesa di un vaccino somministrato almeno a metà della popolazione”.

Dovremo imparare dall’esperienza cinese anche in questo caso.

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Gigi Lista

Gigi Lista

Sono un attivista a difesa dei territori e la cultura millenaria delle nostre identità. Il mio sentimento antisistema mi ha portato a sviluppare dei canali per creare piattaforme d'informazione libera che possano battere colpo su colpo contro le infamie e la disinformazione mainstream. Combattere è la mia vita, insorgere è giusto!