Ecco perché i contributi del Governo per l’emergenza non servono a niente

È sembrata si da subito una buona notizia, la dichiarazione di Giuseppe Conte: «Ho appena firmato un Dpcm che dispone 4,3 miliardi a valere sul fondo di solidarietà dei Comuni». L’ha detto il presidente del Consiglio dei ministri parlando delle misure per fare fronte all’emergenza coronavirus in una conferenza stampa con il ministro dell’Economia e Finanze Roberto Gualtieri e il presidente dell’Anci Antonio Decaro.

«Con ordinanza della protezione civile aggiungiamo a questo fondo 400 milioni, un ulteriore anticipo che destiniamo ai comuni col vincolo di destinarlo alle persone che non hanno i soldi per non fare la spesa. Da qui nasceranno buoni spesa ed erogazioni di generi alimentari». Una pioggia di soldi, insomma. Peccato che le affermazioni del Premier siano la causa d’illusioni e false aspettative. Infatti, i 4,3 miliardi siano solo un’anticipazione di cassa di somme che i circa gli 8 mila comuni italiani, nella maggior parte dei casi, hanno già impegnato per sostenere le spese sociali e il funzionamento della macchina comunale.

Di fatto, perciò, ai comuni italiani andranno soltanto quei 400 milioni che, nella situazione in cui si è trovata catapultata l’Italia, appaiono pochi e rischiano di far saltare i servizi e i nervi anche ai sindaci. Il primo cittadino di Sesto San Giovanni che, attraverso facebook, ha mosso una critica durissima al Governo italiano. «Quello che ha detto Conte è una grandissima cazzata, quei fondi sono già impegnati e già spettavano ai comuni, non si tratta di risorse aggiuntive», tuona Roberto Di Stefano che, rivolgendosi nuovamente al Governo, aggiunge «in questo modo non state risolvendo nessun problema, state solo creando disservizi».

Anche dall’isola d’Ischia, nel commentare le dichiarazioni di Di Stefano, arrivano le dichiarazioni da una parte dei sindaci e seguono il solco tracciato seppur con toni attenuati. Il sindaco di Serrara Fontana, Rosario Caruso ha detto che «abbiamo ricevuto dal Governo 27 mila e rotti euro per l’emergenza economica delle famiglie in stato di totale indigenza, queste risorse fanno parte dei 400 milioni di euro che il governo ha stanziato per gli ottomila comuni italiani. E’ una cifra sicuramente irrisoria, in quanto noi ad esempio ci troveremo a elargire tipo 200 euro per famiglie di due persone in stato d’indigenza. Ora pubblico avviso su buoni spesa. Abbiamo voluto inserire anche la richiesta di dichiarare eventuali depositi bancari /postali proprio per cercare di aiutare i veri bisognosi sempre perché i fondi sono insufficienti».

Gli fa eco il primo cittadino del comune di Ischia, Enzo Ferrandino: «Il sindaco di Sesto San Giovanni ha ragione. Ha anticipato ciò che già era destinato a noi. Se non ci saranno sostegni ai comuni saremo costretti a tagliare servizi. Immaginate il servizio nettezza urbana, verosimilmente il comune di Ischia quest’anno non incasserà circa 400.0000/ 450.0000 di euro, oltre il 20% delle entrate correnti. Sarà un problema garantire anche la pulizia e il servizio NU».

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Redazione

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