In principio era solo un’influenza
Vache e’ Press – Soluzioni express
Si, è così! Era solo un’influenza e di fatto lo è, una forma di influenza che ha sviluppato una sua intelligenza, dal punto di vista biogenetico.
Intelligente è chi per definizione si adatta all’ambiente in cui vive, sopravvivendo. Anche questo lo sappiamo tutti. Adesso, però, è arrivato il tempo di discutere di quella che vogliamo percepire come una fine, la fine di questo periodo assurdo.
Siamo rinchiusi con non troppe restrizioni in casa: usciamo a fare la spesa e, in questo frangente, in cui il numero del contagi sta iniziando la sua discesa, siamo impazienti di rimetterci a lavoro, a guadagnare il nostro soldo quotidiano, per portare avanti le nostre famiglie.
Le teorie adesso abbondano e le previsioni divengono le ultime speranze che ognuno di noi sceglie, come un abito da indossare perché calza meglio, donandoci uno spiraglio di ritorno.
Ma dove ritorniamo e soprattutto come ritorniamo?
Domanda difficile, ma allo steso tempo molto semplice.
Cosa sappiamo: sappiamo che il virus ha messo in ginocchio il nostro mondo, quello che per definizione epocale definiamo globalizzato. Sappiamo che il virus è partito dalla Cina, che si è diffuso a macchia d’olio in tutto il pianeta.
Sappiamo inoltre che l’Italia è stata colpita da un maggior numero di decessi, che abbiamo perso una parte consistente dei nostri anziani, dei nostri nonni. Sappiamo che l’Europa intera non è stata capace di fronteggiare l’emergenza in modo coordinato e sappiamo anche che probabilmente non doveva essere così. Sappiamo che le nazioni più forti come la Germania, la Francia e l’America hanno pagato il loro dazio, anche se con percentuali diverse dalla nostra. Noi, abbiamo perso molto, una parte della memoria a breve termine, quella che ancora si raccontava ai giovani. Chi perde un anziano, perde una parte d’identità familiare, un vuoto che si noterà nel nostro futuro.
Abbiamo perso dei testimoni importanti.
Cosa non sappiamo?
Non sappiamo cosa sia accaduto e non ne vogliamo ricercare la causa. Troppe le informazioni che circolano e ancora più numerose le smentite.
Non sappiamo come e quando potremo essere come prima, perché in realtà vogliamo essere come prima: vicini, appassionati, informati, capaci di potere di acquisto, determinati a raggiungere i nostri scopi.
Ciò che era in principio non può essere di nuovo. Questo lo sappiamo?
Ci sforzeremo a riproporre quella situazione di comfort, anche se sappiamo che è da quella situazione che dobbiamo allontanarci. Ci siamo crogiolati ad analizzare il concetto di tempo, abbiamo cucinato, ma non abbiamo chiesto ai nostri governatori di ricercare la verità.
Cari nonni il vostro ricordo era utile al futuro delle nostre nazioni, era essenziale alla ricostruzione di un modello con maggiore libertà. Il vostro monito, ormai perso, ha costruito, anche negli errori e specie attraverso quelli, una società che è cresciuta nonostante tutto, nella bellezza e nella dissipazione della stessa.
Forse siete stati troppo buoni con noi. Noi, invece, abbiamo colto il vostro insegnamento ribaltando i termini di una guerra, senza avversari. Ognuno era il nemico dell’altro, senza divisa, che portava un’arma interna, intima, anche inconsapevolmente.
Adesso nemmeno gli americani potranno salvarci, nemmeno i tedeschi potranno proporre delle vie di salvezza. In principio era solo un’influenza e alla fine? Cosa racconteremo?
Che siamo stati sui balconi a cantare mentre le possibilità di rialzarci diminuivano con il tempo? Che eravamo intenti a scrivere le nostre opinioni mentre voi ci lasciavate?
Di quale unione potremmo parlare ai nostri figli? Adesso i nostri figli e i nostri nipoti sapranno benissimo che tra nord e sud non corre buon sangue, ma che scorre solo sangue.
Essi non sapranno che quello è stato motivo di condivisione in Italia, di aggregazione, di tregua. Non sapranno come si racconta la Liberazione, che in parte nemmeno conosciamo.
Liberi da cosa? Da un virus che era poco più di un’influenza?
Ai nostri insegnanti auguro tanta forza! Adesso, più che mai, il paese avrà bisogno di voi!

