Vergogna e responsabilità: le scuse del Pontefice
Un maxi scandalo di abusi sessuali sui minori ha investito la Chiesa in Francia. A quanto pare i dati sono drammatici: si parla di circa 220 mila vittime di religiosi coinvolti in abusi, stando al rapporto della Ciase.
Il momento della vergogna, come l’ha definito Papa Francesco. Ogni prete è complice. Il pontefice ha sostenuto che è necessario tanto coraggio e bisogna denunciare questa terribile piaga, ai fini di un vero percorso di redenzione. La Chiesa deve mettere al centro le vittime, i loro traumi, le loro ferite. Da evidenziare è che Papa Francesco ha abolito il segreto pontificio sulle cause di abusi sessuali sui minori: «A chi effettua la segnalazione, alla persona che afferma di essere stata offesa e ai testimoni non può essere imposto alcun vincolo di silenzio riguardo ai fatti di causa», il tutto per agevolare l’azione della giustizia, ma sempre tutelando la riservatezza.
«Le denunce, le testimonianze e i documenti processuali relativi ai casi di abuso conservati negli archivi dei Dicasteri vaticani come pure quelli che si trovano negli archivi delle diocesi, e che fino ad oggi erano sottoposti al segreto pontificio, potranno essere consegnati ai magistrati inquirenti dei rispettivi Paesi che li richiedano». I bambini prima di ogni segreto.
Oggi quelle pronunciate dal pontefice sono parole sofferte, difficili, che esprimono anche vicinanza e supporto ai sacerdoti di Francia affinché riescano ad assumersi le loro responsabilità.
Un mix di dolore, tristezza e incoraggiamento affinché certi drammi non si consumino più all’interno della Chiesa, porto sicuro di pace e serenità, per tutti.
A Dio la gloria, a noi la vergogna. Discorso forte e responsabile suggellato dall’applauso dei fedeli durante l’udienza generale.

