L’incomprensibile censura del film “La scuola cattolica”

L’incomprensibile censura del film “La scuola cattolica”

Il film di Stefano Mordini sul delitto del Circeo, dal romanzo di Edoardo Albinati, è stato vietato ai minori di 18 anni.

La scuola cattolica, che arriva nelle sale oggi, giovedì 7 ottobre, ha avuto l’indicazione dalla Commissione per la classificazione delle opere cinematografiche incaricata dalla Direzione generale Cinema e audiovisivo del ministero della Cultura, di essere vietato ai minori di 18 anni.

Da qui si scatenano le polemiche per l’oscuro concetto indecifrabile.

La motivazione è questa: “Il film presenta una narrazione filmica che ha come suo punto centrale la sostanziale equiparazione della vittima e del carnefice.

In sostanza tutti i protagonisti della vicenda finiscono per apparire completamente incapaci di comprendere la situazione in cui si trovano coinvolti.

Un’interpretazione che il regista Mordini trova assurda: Non riesco a trovare delle ragioni valide per questa censura”.

Nella motivazione della commissione, si lamenta il fatto che le vittime e i carnefici siano equiparati, oltretutto, una delle due vittime, all’epoca, era minorenne e il film di adolescenti è proprio interpretato da adolescenti. Questo atto censorio priva una generazione di una possibile presa di coscienza che potrebbe essere utile per difendersi da quella violenza spesso protagonista nella nostra cronaca. 

Il film, tratto dal romanzo premio Strega di Edoardo Albinati che fu compagno di scuola degli assassini, ricostruisce i drammatici fatti del delitto del Circeo, quando nella notte tra il 29 e il 30 settembre del 1975 Gianni Guido, Angelo Izzo e Andrea Ghira violentarono per 36 ore Rosaria Lopez e Donatella Colasanti portando alla morte la prima e a un trauma mai più risanabile la seconda, morta poi a 47 anni.

Non si vieta la cultura! A oggi esistono numerosi film atroci non vietati ai minori di 18 anni, perché proprio questo che vuole rivendicare i diritti delle donne?

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Valentina Felici

Valentina Felici

Nasce a Roma dove consegue la laurea in Lettere e Filosofia presso La Sapienza. Iscritta regolarmente all’albo della Regione Campania, si ritiene una giornalista molto creativa. Da 13 anni scrive articoli per diversi quotidiani e riviste importanti. Redige comunicati stampa per alcune società di spettacolo e cultura di Roma. Attualmente, si impegna nella stesura di articoli che contrastano la violenza di genere in sinergia con alcune istituzioni pubbliche e aziende, cercando di donare un sostegno laddove ce ne sia bisogno e promuovendo numerosi programmi e campagne di sensibilizzazione.