UOMO DI 57 ANNI AFFETTO DA DIABETE DA VITA AD UNO SCIOPERO DELLA FAME PER FAR SALVARE L’OSPEDALE DI ISCHIA
La protesta continuerà fin quando il Direttore dell’ASL Napoli2 Nord e il governetore De Luca non darano una risposta sui mancati soccorsi dei giorni scorsi e sulla prossima chiusura del nosocomio lacchese
Sergio Angrisano
Un 57enne napoletano, trapiantato ad Ischia da alcuni anni, reduce da un intervento chirurgico Alfonso Sollazzo, ha deciso di manifestare contro i disservizi dl sistema sanitario che, sull’isola da tempo sono registrati. Una iniziativa dai risvolti anche pericolosi per la sua stessa salute, l’uomo è affetto da diabete, quindi lo sciopero della fame cui ha dato vita questa mattina, davanti al locale Ospedale Rizzoli di Ischia, lo espone a rischi importanti! Ma, facciamo un passo indietro, e verifichiamo cosa sta accadendo nella sistema sanitario regionale. Lo scorso 28/11/2019) “E’ stato approvato definitivamente il piano di fuoriuscita dal commissariamento, recepito successivamente dal consiglio dei ministri”.
Ad annunciarlo, il presidente della Campania Vincenzo De Luca, a margine della conferenza Stato-Regioni, un obiettivo importante al quale si è giunti: dopo 10 anni di commissariamento rientriamo di fatto nella gestione ordinaria. Un lavoro straordinario di risanamento finanziario e di avanzamento dei livelli essenziali di assistenza” concluse nell’occasione il Governatore.
Il Presidente campano “abbiamo risanato i bilanci delle Asl senza tagliare ma anzi accrescendo i livelli essenziali di assistenza”. Si è trattato di un lavoro enorme che conferma che la regione Campania si propone come un modello di un altro sud: un sud fatto di concretezza, rigore e, capacità amministrativa e della trasparenza”. Una verità, che cozza con la realtà, la storia parte da lontano, esattamente da quando; con la lgs. 30 dicembre 1992, n. 502, le U.S.L. vennero trasformate in A.S.L. (aziende sanitarie locali), dotate di autonomia e svincolate da un’organizzazione centrale a livello nazionale, poiché dipendenti dalle regioni italiane. Cosa cambiò questa legge? Quelle che prima erano “unità Sanitarie” da un giorno all’altro, si trasformarono in “Aziende Sanitarie”, e come tutte le Aziende, i pazienti si trasformarono in numeri, e l’obiettivo, il raggiungimento dai bilanci e dei “fatturati”, ma soprattutto, come tutte le Aziende, sono assoggettate ad un “Piano Industriale”. Nel caso di specie, la Rizzoli di Ischia, come altri Ospedali “secondari”, il San Giovanni di Dio di Frattamaggiore per esempio, è evidente che non rientrano nel piano Industriale per ovvie ragioni, obiettivi e fatturati non giustificano l’investimento, ed a pagare restano come sempre i cittadini. Situazione diametralmente opposta si verifica all’Ospedale La Schiana di Pozzuoli, dove il “gruppo Operatorio sembra una catena di montaggio che lavora h24, un inspiegabile superlavoro, che potrebbe tranquillamente essere distribuito in maniera diversa, coinvolgendo appunto le strutture che sembra, si voglia con il tempo trasformare in rami “secchi”. Diversamente, andrebbe spiegato perché si continua a rinnovare un contratto con una società di eliambulanza, quando l’eliporto è spesso bloccato per la mancanza di luci di pista? Quanto spende la regione per quel contratto? E soprattutto il rapporto costo/benefici? Non sarebbe più utile finanziare un piano di ristrutturazione della Rizzoli? I 60 mila ischitani hanno diritto alla salute come tutti gli altri cittadini della regione e non vincolati alle condizioni meteo, un servizio a metà? Da qui, l’iniziativa del signor Sollazzo che, questa mattina ha iniziato uno sciopero della fame, proprio davanti all’ospedale Rizzoli di Lacco Ameno, dove; appena due giorni fa era stato sottoposto ad un intervento chirurgico. A chi gli ha chiesto la motivazione, Sollazzo non ha avuto alcuna esitazione “rivendico il diritto ad un sistema sanitario che garantisca i giusti livelli di assistenza. Sul posto, si sono recati gli agenti del locale commissariato, che hanno provveduto ad identificare il 57enne. Sollazzo, ci ha tenuto a precisare che “ la protesta è indirizzata ai vertici dell’ASL NA 2 Nord ed agli Organi Regionali.


