Combattiamo l’ignoranza, non solo il corona virus

Combattiamo l’ignoranza, non solo il corona virus

di Giuseppe Passaretti

La Cina sul serio non è mai stata così vicina come in questi giorni. Si perchè alla fine il famigerato corona virus è giunto anche nel Bel Paese. I numeri ad oggi, 1 febbraio: 11.374 casi in tutto il mondo 259 decessi e 252 guariti da quella che sembra essere una cugina meno mortale (3.5%), ma decisamente più virulenta della Sars (10%). Percentuali che potrebbero sembrare irrisorie, eppure su grandi numeri provocherebbero migliaia di morti, basti considerare che l’influenza spagnola del 1918 provocò più di cinquanta milioni di vittime, con un tasso di mortalità del 5% circa.

In Italia

L’Italia ha dichiarato lo stato d’emergenza dopo aver individuato e confermato la presenza a Roma del virus in due turisti cinesi, il traffico aereo proveniente dalla Cina è stato chiuso, adottando quindi una politica forte per tentare di arginare questo fenomeno globale. Politica che altri paesi non hanno esitano ad adottare in maniera preventiva, come la Russia, che ha chiuso le frontiere con la Cina da pochi giorni, ed il traffico aereo da ormai una settimana. E sembrerebbe essere stata questa la scelta migliore, dal momento che stiamo parlando di un virus estremamente contagioso, capace di infettare in modo semplice molte persone nel giro di pochissimo tempo e sopratutto, come conferma il noto medico Roberto Burioni, viene diffuso anche da persone del tutto ignare di essere portatrici della malattia. Scelta saggia quindi quella dell’entourage di Mikhail Mishustin, tra gli ultimi delle grandi nazioni a segnalare la presenza di casi sul proprio territorio. I circa 80 italiani rimasti nella città di Wuhan, che hanno fatto richiesta, rientreranno tramite un volo militare il 3 febbraio, saranno sottoposti ad “un regime sanitario in un luogo dedicato”, annuncia il ministro degli esteri Luigi di Maio.

Influenza stagionale e coronavirus

Ogni anno a causa dell’influenza stagionale muoiono molte più persone di quelle “provocate” dal famigerato corona virus, almeno per ora. Se si mettono in relazione il numero di decessi (259) con le persone effettivamente infettate (11.000 ) questa malattia sembra avere una mortalità relativamente bassa.

I numeri di questa pandemia presi singolarmente non hanno molta valenza, e in alcuni casi possono essere persino fuorvianti. L’epidemiologia si avvale anche della statistica per connotare i tratti di una malattia, analizzando il tasso di letalità (persone decedute diviso il totale dei malati), ed il tasso di mortalità (persone morte diviso il totale della popolazione interessata, ovvero gli esposti), il fattore determinante che al momento non possediamo è il tempo, è infatti necessario, tra le altre cose, un arco temporale sufficientemente lungo per poter determinare la vera “pericolosità”. Si deduce quindi che i dati forniti fino a questo momento non hanno ancora assunto una reale valenza statistica, ma hanno generato ansie e paure in modo sconsiderato, assumendo spesso, grazie alle opportune strumentalizzazioni, connotati politici del tutto fuori luogo.

Reale mortalità

In italia il Ministero della Salute colloca l’influenza stagionale tra le prime dieci cause di morte, questo dato dovrebbe farci prendere in considerazione diversi elementi. Ad esempio nel caso del corona virus non è semplice attribuire la causa delle presunti morti in modo diretto al virus, infatti la maggioranza delle vittime erano affette da altre patologie, che hanno inevitabilmente spianato la strada al virus, facendo insorgere complicazioni derivate dalla patologie pre esistenti nel malato. Se per esempio un soggetto affetto da tumore ai polmoni dovesse contrarre il virus, e morire, la causa di morte verrebbe attribuita al cancro, non alla nuova malattia. Pochissime certezze insomma, ed una di queste è che il temuto virus assume una mortalità significativa in soggetti anziani, o già indeboliti da altre patologie. Se si escludono particolari colpi di scena biologici e tenendo in considerazione che su 11.374 infetti, 252 pazienti sono guariti dal corona virus, mentre 259 sono morti, sembra che in fondo questa nuova pandemia sia un’influenza leggermente più virale, e probabilmente finirà col provocare molti più danni a livello economico (specialmente per la Cina, che ad oggi vede il suo PIL in calo del 1,32%, rotte commerciali interdette, la chiusura nelle proprie città di big come Apple McDonald’s Starbucks e molte altre) che a livello sanitario.

Il lato oscuro del corona virus

Sono innumerevoli le dietrologie nate da quando il virus di Wuhan ha iniziato ad essere un problema internazionale, alcune vere, altre false, moltissime senza prove ma che come in ogni teoria del complotto che si rispetti generano dubbi spesso più che fondati. Tra messaggi apocalittici divenuti virali su whatsapp, Profezie di Nostradamus, video che mostrano scenari distopici, rivelatisi poi scene tagliate dai film, Simpson, dichiarazioni di personaggi appartenenti ai servizi segreti et similia, l’unico caso che ci sembra più interessante (e che in sè, non è affatto un complotto) è quello che riguarda l’Event 201.

L’Event 201 è una simulazione di pandemia globale voluta dal “Johns Hopkins Center for Health Security” in collaborazione con il “World Economic Forum” e la “Fondazione Bill & Melissa Gates” nell’ottobre del 2019.

Sembra che dietro questo “movimento” ci sia la Moderna.inc, corporation inglese che ha spesso collaborato con colossi del calibro di Astrazeneca e Merck, la Fondazione Bill & Melissa Gates e con il Darpa, ovvero l’Agenzia del Dipartimento della Difesa americano che si occupa di ricerche militari. Pandemia simulata ovviamente con un corona virus del tutto simile a quello con cui combattiamo dalla seconda decade di gennaio, e che stando alle previsioni degli stessi avrebbe causato 65 milioni di morti. Sembra proprio il caso di dirlo, chi vivrà vedrà.

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Marcello De Rosa

Marcello De Rosa

Amo la mia terra senza se e senza ma. Scrivo la verità perché la verità ci rende liberi. La mia libertà la conquisto giorno dopo giorno svelando il marcio della nostra società