Italia, settima potenza economica in ginocchio per coronavirus. L’influenza che fa più danni della guerra

Prendiamo ad esempio Italia e Turchia che è tuttora in guerra. Mettiamole a confronto.
Il coronavirus sta mostrando la fragilità del nostro Sistema Sanitario Nazionale. Negli ultimi 10 anni l’Italia ha tagliato la sanità pubblica di oltre 37 miliardi rimuovendo, di fatto, 70 mila posti letto, 360 reparti e migliaia di operatori sanitari in meno.
L’Italia, per intenderci, è la “nazione” che tra qualche settimana pagherà il pizzo europeo del MES con oltre 60 miliardi di euro, soldi che potrebbero tornare utili nel Sistema sanitario e nella sicurezza. Quella sicurezza che nella stessa giornata di oggi viene meno. Infatti, in molte carceri dello stivale si contano sommosse ed evasioni, scene da film della Marvel e talvolta sembra proprio di essere a Gotham City nel caos più completo. Un paese messo in ginocchio da circa 6 mila malati per coronavirus (un’influenza un po’ più grave per molti) in special modo negli ospedali del nord dell’Italia. In alcuni casi è già partita la conta apocalittica in base all’età e di chi è troppo debole perché riceva le cure necessarie: scelte data anche la scarsità dei posti letto in terapia intensiva, tra chi ha settant’anni, ed è rimandato a casa, e chi ha maggiori possibilità di sopravvivere.

Siamo undicesimi per potenza di Forze Armate con una spesa che supera i 40 miliardi di euro all’anno alla NATO, di cui in un solo giorno arrivano pure sul suolo italiano 30 mila militari americani con oltre 4 mila mezzi. Eppure i nostri nemici principali sembrano essere alcune attività di politica interna o azioni da parte delle Regioni che in questi anni hanno sperperato 7 miliardi per MOSE, altri 3 per l’Expo di Milano, 30 miliardi per la TAV, opere inutili nella cornice composta di arresti e indagini. Soldi gettati via, senza un reale valore, considerando le misere pene attribuite ai condannati.

Dall’altra parte, quasi a un tiro di schioppo, abbiamo la Turchia. Una Nazione che ci appariva medievale eppure l’anno scorso ha resistito al suo scossone interno eliminando un colpo di stato di matrice tedesca, caccia l’Eni con le sue navi da guerra dall’Egitto, imposta il gioco in Libia sostituendoci al fianco di El Sarraj e senza troppe discussioni combatte una guerra con centinaia di morti al confine siriano fronteggiando la Russia e la Siria. In più paga 40 miliardi di euro trattenendo 5 milioni di profughi dentro i propri confini eppure la Turchia, la battaglia al coronavirus la sta vincendo alla grande.

Perché in Turchia non ci sono casi di coronavirus?
Il paese è sempre stato pronto a combattere una pandemia virale adottando le seguenti misure cautelative:
1. Sin dai primi segnali di diffusione nei paesi come Iran, Italia, Francia e Cina i turchi hanno chiuso ogni sorta di contatto con i passeggeri di queste nazioni (sia in arrivo sia in partenza) sospendendo
voli, scali e rotte commerciali.
2. Sottopone i propri mezzi di trasporto (treni, autobus, traghetti, metropolitane, etc.) a una sterilizzazione quotidiana e completa.
3. I Turchi hanno norme igienico-sanitarie personali molto rigide, infatti, anche chi avverte i primi malanni, si sottopone a un’auto-quarantena evitando di uscire e recludendosi in casa propria fino alla fine
di ogni sintomo.
4. Era già attrezzata per una possibile pandemia, difatti ha fatto costruire più di 20 nuovi ospedali
cittadini con oltre 100 mila posti letto complessivi e con ogni tipo di attrezzatura specifica per il
pericolo citato.
5. In aeroporto ci sono telecamere termiche che scansionano i passeggeri e inoltre si eseguono controlli doppi su persone provenienti da Cina ed Europa.
6. A differenza della Cina, la maggior parte del cibo turco è di origine vegetale. Non si consumano animali selvatici, cani, gatti, serpenti e persino crostacei.
(Fonte: https://medium.com/@mtoktas38/why-corona-virus-cannot-affect-turkey-c18f3186acff )

Una tale situazione, quindi, suggerisce quasi l’esistenza di una manovra occulta di sabotaggio da parte di alcune nostre classi dirigenti, ancora oggi. Mentre la borsa di New York chiude per non bruciare i propri soldi, che ricordo può ancora stampare a differenza dell’Italia, Milano invece preferisce tenere aperta la borsa esponendosi al “fuggi e scappa” generale degli investitori dalla nostra economia e mettendoci in bocca agli speculatori finanziari. Viene da chiedersi se non sia arrivato il momento di cominciare a pensare, realmente, se dietro tutta questa storia davvero non ci sia una “manina” che ci espone alla distruzione completa. In questi giorni fatti di ansia e apprensione ci rimane solo una cosa, aprire gli occhi e cercare spiegazioni un poco più complesse che ricondurre il nostro “stato” attuale alla semplice inadeguatezza del Governo o delle Regioni. Perché se questa classe dirigente mantiene comunque il paese ai vertici mondiali, i suoi elementi non possono essere cosi incompetenti come appaiono. A mio avviso l’Italia o è sotto attacco oppure fino ad oggi è stata tenuta in piedi come una marionetta con fili invisibili da una regia occulta. Fili, che con alcuni atteggiamenti autonomisti di scelta economica sono stati recisi.

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Gigi Lista

Gigi Lista

Sono un attivista a difesa dei territori e la cultura millenaria delle nostre identità. Il mio sentimento antisistema mi ha portato a sviluppare dei canali per creare piattaforme d'informazione libera che possano battere colpo su colpo contro le infamie e la disinformazione mainstream. Combattere è la mia vita, insorgere è giusto!