Coronavirus, reparti di terapia intensiva e medici reggeranno?
La situazione d’emergenza determinata dalla diffusione del contagio da coronavirus sta mettendo in grave difficoltà da giorni anche la sanità lombarda, indicata generalmente come la più efficiente d’Italia.
In diversi ospedali della regione, che più di tutte può considerarsi come il “fronte” della lotta al contagio, vengono chiusi interi reparti, riducendo drasticamente i posti letto “normali”, bloccando gli interventi chirurgici e gli ambulatori, per impiegare medici ambulatoriali nei reparti dove si lotta in prima linea contro il Covid-19.
I contagiati arrivano quotidianamente in maniera quasi esponenziale, talvolta arrivando a triplicare le postazioni di rianimazione. Si valutano le chiusure delle Utic, con le prevedibili conseguenze. Anche l’ospedale Niguarda è al limite della saturazione per le postazioni di terapia intensiva impiegate per i contagiati di Covid-19.
Da qualche giorno si fa strada la sinistra ipotesi secondo cui i pazienti potrebbero venire disposti sui letti di rianimazione per decidere chi intubare e chi lasciar morire. È una conseguenza della scarsità di posti di terapia intensiva della nostra sanità.
Altro problema che spesso si palesa: in cardiologia non sono ammessi i contagiati, ma è difficile identificarli, vista la possibilità di pazienti asintomatici. Un altro punto focale, è che i contagiati non sono soltanto gli ultrasessantenni, ma anche diversi ventenni e ultra quarantenni sono ricoverati con gravissime polmoniti.
La pressione cui sono sottoposti i medici è allucinante, ormai a molti di essi non è più effettuato il tampone, perché si ritiene sufficiente che il medico sia asintomatico per chiamarlo a lavorare, vista la necessità costante di personale. Se appaiono dei sintomi, viene lasciato alla discrezione del medico decidere se andare o no a lavorare. Gli specializzandi del Policlinico vengono assunti, dove un solo padiglione non è destinato ai contagiati.
È necessario che le misure che il Governo ha adottato con gli ultimi decreti siano osservati e applicate dai cittadini, perché se il contagio continua con l’attuale progressione, la sanità nazionale andrà interamente al collasso. Aiutiamo i medici ad aiutarci.

