Calabria, il contagio avanza. Il sistema sanitario non può reggere ad un’emergenza
In 24 ore i contagiati sono raddoppiati arrivando a quota 32. La speranza per la Calabria si chiama isolamento
I dati del Ministero della Salute e della Regione riferiti alla giornata di mercoledì 11 marzo registrano solo 19 persone positive al Coronavirus ma la realtà è più grave in quanto bisogna aggiungere il contagio di due persone nella frazione di Piscopio, a Vibo Valentia, probabilmente entrate in contatto con la famiglia rientrata in Calabria dalla provincia di Bergamo lunedì sera.
C’è anche un nuovo caso di contagio a Cetraro, nel Cosentino, è la moglie del “paziente uno” calabrese. Altri cinque nuovi casi si registrano a Reggio Calabria e 4 a Gallico e 5 a Crotone.
L’unico modo a per contrastare il contagio e l’emergenza che ne conseguirebbe è l’isolamento, soprattutto per la Calabria, dove il timore è che il sistema ospedaliero, commissariato da ormai 10 anni, non sia in grado di reggere centinaia di contagi. Ne è consapevole Jole Santelli, presidente di Regione che lunedì ha detto: «Abbiamo predisposto il piano di emergenza, ma siamo consapevoli dei nostri limiti. È evidente che una sanità come quella calabrese, vessata da anni di tagli sconsiderati, non è in grado di reggere una situazione di totale emergenza».

