Gli immuni dal corona virus

Recentemente l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che la malattia da Covid-19 è diventata ufficialmente una pandemia. Insomma, la famosa finestra attraverso cui avremmo potuto evitare la sua temuta evoluzione, sembra essere ormai inesorabilmente chiusa.

Le nazioni europee corrono ai ripari. Una lunga serie di normative e restrizioni in odore di autarchia sono approvate un po’ ovunque. Mentre in Italia c’è chi propone l’intervento dell’Esercito affinché sia rispettato il Dpcm firmato dal premier Giuseppe Conte, la Norvegia fa rientrare le manovre NATO “Cold Response 2020”. Un’esercitazione che avrebbe visto la mobilitazione di 15.000 militari norvegesi nella parte settentrionale del paese.

Il capo del Centro Operativo dell’Esercito, Rune Jakobsen ha dichiarato la volontà del governo di preservare le proprie forze militari per gestire la nuova pandemia. Fornire tutto l’aiuto possibile alla nazione, per superare il turbolento periodo che ci attende.

La tempesta incombe, e sembra proprio che sarà una tempesta planetaria. I nostri “alleati” d’oltre oceano hanno posto il livello 4 di allerta per l’Italia, esattamente come per la Cina. Il che si traduce nel divieto di raggiungere l’Italia, per i cittadini statunitensi. Navi da crociera bloccate in California, aeroporti blindati, insomma, tutto quello che l’Italia doveva fare mesi fa, ma che non ha fatto. Decisioni dure ma sagge, atte a prevenire il dilagare della Covid-19.

Quel che ci fa riflettere però, è un’altra notizia: sarebbe, infatti, già sbarcata in Europa, una parte di quei 20.000 soldati statunitensi coinvolti nell’operazione Defender Europe 2020. Senza indossare l’ombra di mascherine o tute protettive.

Una vicenda decisamente curiosa, visto che le popolazioni d’Europa (come sta accadendo in Italia in questi giorni) andranno incontro a una sorta di ghettizzazione casalinga, con tanto di coprifuoco.

Mentre i cittadini europei vivranno i prossimi mesi confinati in casa, ci saranno 37.000 (se aggiungiamo i 10.000, già presenti in continente, e gli altri 7.000 inviati dalle forze alleate) militari NATO in giro per l’Europa, si presume senza nessun tipo di protezione dal temuto virus. E ‘già partita inoltre dalla base di Aviano in Veneto, (zona di allerta livello 4 coronavirus, stando alla stessa Washington) la 173esima brigata aerotrasportata USA, cui dovrebbe affiancarsi la Brigata Folgore, destinazione Lettonia.

Nel giro di pochi giorni, dopo aver eseguito approvvigionamenti presso le basi predisposte soprattutto in Belgio e Germania, raggiungeranno la Polonia, con un seguito di 2.500 mezzi militari pesanti (ad altissimo impatto ambientale, in barba alle “Greta” del caso). Ed è proprio qui che l’U.S. Army Europe, organizzerà un grande concerto rock con la band ufficiale dei Marines, per “socializzare” con la popolazione.

Insomma, pare che per qualcuno il temuto virus non esista. Il motivo ufficiale dell’esercitazione, dichiarato dal governo statunitense, consiste nel proteggere l’Europa da una potenziale minaccia, senza aggiungere altri dettagli. Sembra del tutto fuori luogo la volontà di eseguire queste esercitazioni in una situazione tragica come quella che stiamo vivendo.

Inoltre viene da chiedersi il motivo di queste fantomatiche manovre militari. Si teme forse un indebolimento delle forze europee contro la Russia? Sono inviati questi contingenti per cercare di stabilizzare una situazione che rischia di precipitare, lasciando nuove opportunità espansionistiche alla “malvagia” nazione guidata da Putin?

Il tutto sembra francamente surreale. Se dovesse scoppiare una guerra è molto difficile che questa sia combattuta con soldati e carrarmati. Molto più probabile si tratti invece di una guerra di tipo nucleare. Il 4 e 5 marzo scorso a Zagabria è terminato l’incontro tra i ministri della difesa dei 27 paesi dell’Unione Europea.

Tema centrale dell’incontro è stata la mobilità. Di questi tempi ci si aspetterebbe un evento del genere che tratti il problema della mobilità sotto la minaccia della pandemia, e invece no.

I rappresentanti dei 27 paesi dell’E.U. hanno parlato di un altro tipo di mobilità: quella militare. Potenziare la rete europea dei trasporti per far circolare non solo le automobili, ma anche i pesanti mezzi appartenenti agli eserciti. Dagli anni 90, infatti, le infrastrutture europee sono state progettate e create per finalità di tipo civile, e non militare.

Il segretario generale della NATO ha indicato questa grande esercitazione come un test determinante per la mobilità militare europea, poiché Defender Europe rappresenta la più grande mobilitazione bellica in tempo di pace sul suolo europeo, dalla Guerra Fredda a oggi anche se gli Stati Uniti hanno recentemente dichiarato di voler ridurre il numero dei propri soldati e ridimensionare la partecipazione al nuovo scenario.

Saranno quindi costruite nuove strade, nuovi ponti per potenziare il sistema viario europeo, affinché questo sia in un futuro prossimo in grado di consentire il sostegno, e soprattutto, di garantire spostamenti rapidi ai mezzi militari. Defender Europe 2020 forse è l’ennesima provocazione statunitense nei confronti della Russia. Strategie già viste dal 2014.

Provocazioni alle quali Putin è riuscito a resistere stoicamente, dimostrando di essere un vero leader. Forse l’unico vero statista in questo periodo vivente sul nostro pianeta. Nella nostra piccola Italia alle prese con la nuova minaccia sanitaria, al momento possiamo solo sperare che l’ultimo Zar mantenga la calma come in passato, non cedendo alle aggressive provocazioni statunitensi. Affinché la pace e il bene di tutti vengano ancora una volta preservati.

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