La Lombardia chiama Bertolaso

La Lombardia chiama Bertolaso

Sono rimasti 20-30 posti in terapia intensiva

Dopo Bergamo e Brescia, l’emergenza di Covid-19 si sposta verso Milano. Qui il contagio cresce inesorabile e costante, tra venerdì e ieri si registrano 244 nuovi positivi, che salgono da 1.307 a 1.551. «Stiamo facendo di tutto perché il virus non conquisti la città», afferma il professor Massimo Galli, direttore del reparto di malattie infettive al Sacco.

La Lombardia è al collasso, con 11.685 positivi (1865 in più in un giorno), 4.898 pazienti ricoverati di cui 732 in terapia intensiva. E i morti sono quasi mille. Si comprende la portata del dramma sull’Eco di Bergamo: ieri c’erano undici pagine di necrologi.

L’emergenza ha spinto il governatore Attilio Fontana a una scelta drastica: reclutare Guido Bertolaso come «consulente» per reperire «sul mercato internazionale monitor e respiratori» destinati a un nuovo ospedale alla Fiera. Perché i presidi di tutta la regione, avverte l’assessore al Welfare Giulio Gallera, «sono vicini al punto di non ritorno. Abbiamo pochissimi posti liberi nelle terapie intensive, ormai siamo nell’ordine di quindici, venti a disposizione. Se ogni giorno arrivano 85 persone e ne escono due o tre, è evidente che tutto questo non è sufficiente».

Non ci sono ambulanze abbastanza per smistare i pazienti tra i vari ospedali e soprattutto mancano i medici, tanto che la regione ha lanciato una campagna di assunzioni internazionali. «Avremo personale dal Venezuela, dalla Cina, da Cuba, a cui daremo ovviamente anche una casa. Chiediamo solo che siano iscritti all’albo nel Paese di provenienza».

L’unico dato positivo rispetto a un quadro sempre più preoccupante arriva dagli ultimi datti forniti dalla Protezione Civile: a quasi un mese dall’inizio dell’emergenza il numero dei guariti dal coronavirus fa registrare l’incremento più alto, 527 persone in un sol giorno.

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Redazione

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