Ariano Arpino come Codogno. È vietato entrare ed uscire dalla cittadina in provincia di Avellino

Ariano Arpino come Codogno. È vietato entrare ed uscire dalla cittadina in provincia di Avellino

All’origine del contagio ci sarebbe una festa con oltre duecento persone.

Un numero spropositato di partecipanti ad una cerimonia potrebbe essere la causa di un focolaio. Va da sé, dunque, che il numero di infetti potrebbe diventare enorme rispetto a una popolazione di circa 22mila abitanti, quale conta Ariano Irpino.

Nell’ordinanza numero 17, il presidente De Luca inoltre, sottolinea che 370 persone sono rientrate dalle zone rosse del Nord in Irpinia. Si tratta di soggetti individuati o autodenunciati, dunque il numero potrebbe essere di molto superiore se si considerano i negligenti. È urgente allora prendere decisioni drastiche per evitare il diffondersi dell’epidemia che, se raggiungesse numeri simili a quelli della Lombardia, porterebbe al collasso della Sanità campana.

Di seguito il comunicato di Vincenzo De Luca:

 #CORONAVIRUS: in relazione alla messa in quarantena di Ariano Irpino ho impegnato l’Asl di Avellino a sviluppare un’attività di monitoraggio e controllo intensa e straordinaria per i prossimi 15 giorni nei comuni vicini. La sensazione che si ha in queste ore, in attesa di una valutazione più puntuale e scientifica sui contagi, è che si stiano scontando due fenomeni.

Il primo, è l’inizio di una ricaduta legata all’arrivo dalle aree più contagiate del Nord di migliaia di persone in maniera affrettata e non controllata. La seconda causa è la presenza ancora oggi di comportamenti individuali assolutamente irresponsabili. Come è capitato ad Ariano, e come si è verificato in un paese dell’area a sud della Campania dove i membri di una comunità, dopo aver dato vita a una loro cerimonia, hanno bevuto tutti dallo stesso calice, ritenendo forse di compiere un gesto mistico.

È necessario in queste ore il massimo di responsabilità e anche il massimo di rigore possibile nei confronti di chi viola le regole elementari e gli obblighi di legge dettati dalle autorità sanitarie. Questo è un dovere verso i nostri concittadini ed è un atto di rispetto per tutto il personale medico e infermieristico del 118 che è impegnato in un lavoro straordinario da settimane.

Non c’è ad oggi alcun motivo di panico. La situazione in Campania rimane sotto controllo al netto di comportamenti irresponsabili e di episodi nazionali francamente evitabili.

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Redazione

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