E-Commerce in quarantena: i limiti
L’utilizzo sempre maggiore di dispositivi digitali per compiere acquisti e scegliere prodotti stava già spingendo molto le aziende a guardare con maggior interesse ai propri canali online, prima ancora dell’avvento del Covid-19.
La Pandemia, con la conseguente quarantena e il blocco della mobilità, ha obbligatoriamente spinto molte aziende, soprattutto del mondo fashion, a ripensare l’e-commerce come la risposta essenziale per la propria comunità di business efficiente.
Inoltre, i margini di espansione possono essere ancora più rilevabili: in questo momento di crisi globale dovuto al Covid-19, le vendite online di alcuni brand stanno raggiungendo picchi molto elevati, in Cina ad esempio si sono registrati aumenti del 300%. Nel frattempo il calo degli acquisti nei negozi fisici si era già registrato da tempo.
Non è una questione di singolo brand, di Paese o di posizione: dopo un momento di picco successivo all’apertura, il numero dei clienti che entrano nei negozi diminuisce, ed è per questo che è fondamentale incrementare gli altri canali comunicativi con i loro.
In un momento nel quale l’economia tradizionale è pressoché ferma, è possibile ricorrere ai numerosi strumenti e vantaggi offerti dall’e-commerce, in particolar modo per le comodità di ordine e per le consegne a domicilio. Tuttavia, c’è chi potrebbe approfittare della situazione, tra prodotti con notevoli rincari e offerte ingannevoli. Online, ora più che mai!

