Il petrolio sotto zero ma i carburanti ischitani non scendono di prezzo
Il 21 aprile si è verificato un fenomeno che non si era mai visto prima nella storia: il petrolio WTI americano è crollato in borsa sotto zero, chiudendo al Nymex di New York a niente di meno che -37,63 dollari al barile, un prezzo in negativo, ed in calo di oltre il 300%. Ferme restando così le cose, agli USA non converrebbe più estrarre greggio perché le società petrolifere andrebbero in grossa perdita, anzi, dovrebbero pagare per vedersi portar via la materia prima.
Negli ultimi due giorni ci sono stati lievi tentativi di rialzo del prezzo ma le ultime stime parlano di 5-10 dollari al barile al massimo in quasi tutto il mondo e si moltiplicano le aree con prezzi in negativo.
L’eccesso di offerta nel mercato è pertanto non più sostenibile. Un eccesso che deriva dal crollo della domanda mondiale di circa un terzo (25-30 milioni di barili), sia per le misure di lockdown vigenti a livello globale sia per il fermo del trasporto aereo, che rappresenta una grossa percentuale della domanda complessiva. Insomma, la domanda è bloccata. C’è talmente tanto petrolio che Washington sta pensando di pagare i produttori perché smettano di estrarlo: un sussidio alla “non produzione”.
Trump aveva sventolato con soddisfazione l’accordo raggiunto pochi giorni fa con Russia ed Opec+ sul taglio all’estrazione di petrolio di ben 9 milioni di barili ma ora deve fronteggiare il fallimento di molte società petrolifere americane i cui titoli sono oggi quasi spazzatura.
Finalmente, rispetto a quanto rilevato più di due settimane fa, anche i carburanti vedono un costante seppur lento diminuire del prezzo nel mondo ed anche in Europa.

In Italia, in particolare, in base all’elaborazione di Quotidiano Energia dei dati di ieri comunicati dai gestori all’Osservaprezzi Carburanti del Ministero dello Sviluppo Economico, il prezzo medio nazionale praticato in modalità self della benzina è 1,418 euro al litro, con i diversi marchi compresi tra 1,409 e 1,436 euro/litro. Il prezzo medio praticato del diesel self è 1,309 euro/litro, con le compagnie posizionate tra 1,302 e 1,325 euro/litro.
Quanto al servito, per la benzina il prezzo medio praticato è 1,572 euro/litro, con prezzi medi offerti tra 1,532 e 1,634 euro/litro, mentre per il diesel la media è di 1,465 euro/litro con prezzi medi praticati compresi tra 1,428 e 1,532 euro/litro. Infine, il Gpl va da 0,591 a 0,613.
Pertanto, il prezzo dei carburanti dovrebbe continuare a calare dagli attuali 1,40 euro minimi al litro alla pompa, ma con un limite dovuto al nostro sistema di tassazione che ne impedisce la discesa al di sotto di uno stimabile 1,20/1,25 euro. Nel nostro Paese infatti ciò che frena maggiormente la discesa del prezzo del carburante, oltre alla speculazione delle aziende produttrici che fanno in parte ricadere il costo delle perdite sui consumatori finali, è il sistema di tassazione stracolmo di accise. Le accise da pagare alla pompa sono infatti ben 17.
La situazione carburanti ad Ischia
Nel nostro piccolo, sull’Isola d’Ischia, riscontriamo un prezzo dei carburanti nettamente più alto rispetto alla terraferma già in tempi di non crisi, giustificato dai distributori locali con l’aggravio del trasporto via mare e del pagamento dei traghetti.
Già di per sé questa motivazione risulta inaccettabile perché si è calcolato che il costo del trasporto via mare del carburante non può vedere un aumento di prezzo così importante come lo subiamo sull’isola. Con la pandemia ed il drastico calo del petrolio, i prezzi dei carburanti scendono in tutta Europa, lentamente in Italia e di pochissimi centesimi ad Ischia.
Infatti, il prezzo medio della benzina non scende sotto 1,71-1,76 euro/litro e quello del gasolio non accenna a diminuire sotto 1,61-1,64 euro/litro per il self-service mentre per il servito superiamo sempre 1,80 euro/litro per la benzina e 1,64-1,71 per il diesel.
Com’è possibile tutto ciò? La situazione, già difficile in tempi normali, è diventata insostenibile in questi tempi di crisi. Urgono spiegazioni e cambi di rotta da parte dei distributori locali e si auspicano indagini da parte degli enti competenti per far luce sul fenomeno.

